Potente fulmine da 42mila ampere si abbatte su Isernia: il boato fa tremare la città

L’AQUILA – Il meteoman Stefano Bernardi lo aveva più volte detto e ribadito che in questi giorni sugli Appennini si sarebbero abbattuti fulmini e saette e puntualmente è avvenuto. Alcuni di essi però sono stati insolitamente potenti com’è accaduto a Isernia. Da Turismometeo abbiamo appreso dell’analisi fatta dall’esperto Pietro Grosso. Vediamo cosa dice.

“Ieri pomeriggio molti cittadini di Isernia sono stati sorpresi da due esplosioni improvvise e potentissime, ben diverse dal classico tuono di un temporale.

Secondo il parere di Pietro Grosso appassionato e osservatore di fulmini, una delle due scariche elettriche ha raggiunto la potenza di circa 42 kA (42.000 ampere), un valore decisamente superiore alla media di molti fulmini ordinari, che spesso si attestano tra 5 e 8 kA.

Perché il boato è stato così forte?
Quando una scarica di questa intensità attraversa l’aria, la temperatura lungo il canale del fulmine può superare i 30.000°C, provocando una violentissima espansione dell’aria circostante. È proprio questa “mini esplosione atmosferica” a generare il tuono che percepiamo, in questo caso più simile, appunto, ad una esplosione.

Non tutti i fulmini sono uguali
Dalla letteratura disponibile è emerso anche il tema dei cosiddetti fulmini a canale liscio, caratterizzati da:

* poche deviazioni laterali;
* scarse o assenti diramazioni;
* aspetto quasi rettilineo e molto fotogenico ( vedi foto dimostrativa )

Si tratta di fulmini relativamente poco frequenti nei normali temporali, mentre possono comparire più spesso nelle strutture temporalesche più organizzate, come le supercelle.

Immortalare un fulmine di questo tipo non è semplice: alcuni fotografi meteorologici raccontano di averne documentati appena pochi esemplari in molti anni di osservazioni.

Anche quando il temporale sembra distante, scariche di elevata intensità possono colpire il suolo a diversi chilometri dal nucleo precipitativo principale. Per questo motivo è sempre consigliabile sospendere attività all’aperto ai primi segnali di attività elettrica”.