“G come Gusto”: la letteratura incontra i sapori d’Abruzzo. Premiati gli autori del contest ideato da Manuela Rotili
AVEZZANO – Tra i paesaggi d’Abruzzo, il cibo si trasforma in memoria, racconto e identità.
È questo il filo conduttore di “G come Gusto”, il contest letterario ideato dalla scrittrice e favolista Manuela Rotili, in collaborazione con i volontari della Casa delle Favole, inserito nel più ampio progetto culturale “Assaggi d’Autore – Dalla Pagina al Piatto”.
La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 10 ottobre 2026, alle ore 18, presso il Salottino letterario della Casa delle Favole. A condurre l’incontro è stata la stessa Rotili, affiancata dai presidenti di giuria, il conte Franco Santellocco Gargano e la professoressa Alba Viola, curatrice dell’antologia G come Gusto, alla quale il concorso si ispira.
L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio regionale d’Abruzzo, nella persona del presidente Lorenzo Sospiri, che ha riconosciuto il valore culturale di un progetto capace di promuovere il territorio attraverso la letteratura, le tradizioni gastronomiche e la partecipazione collettiva.

Il concorso ha riunito autori abruzzesi, dalla costa alle montagne, insieme a scrittori provenienti da diverse regioni italiane, invitati a raccontare il legame profondo tra cibo, sentimenti, tradizioni e immaginazione.I racconti partecipanti sono nati idealmente intorno a una tavola imbandita, a una ricetta tramandata di generazione in generazione, a un profumo capace di riportare alla luce emozioni lontane.
Storie di famiglia, segreti custoditi nelle cucine di paese e ricordi legati ai sapori della tradizione hanno dato vita a un viaggio letterario nel quale il gusto supera la dimensione puramente sensoriale per diventare un linguaggio universale.Perché alcuni sapori, proprio come alcune storie, rimangono dentro di noi molto più a lungo di quanto immaginiamo.L’antologia G come Gusto raccoglie questo patrimonio di esperienze e narrazioni, restituendo al lettore un’immagine autentica e suggestiva dell’Abruzzo, delle sue tradizioni e della sua identità culturale.
Ancora una volta, la cosiddetta Favolista d’Abruzzo, Manuela Rotili, ha saputo portare la cultura regionale oltre i confini del territorio, coinvolgendo autori provenienti da tutta Italia e creando un’occasione d’incontro tra sensibilità letterarie differenti.
La giuria ha assegnato il primo premio a Stefano Boragine, proveniente da Bolzano, autore del racconto Senza far Rumore.Il secondo posto è andato a Francesco Di Giorno, di Teramo, con il racconto L’incontro, mentre il terzo classificato è stato Cristiana Vittigli, di Trieste, con La Iota.
I premi riservati ai primi classificati si sono distinti anche per il loro valore simbolico: un antico calamaio in vetro di fine Ottocento destinato ai primi due classificati e una moderna penna stilografica per il terzo. Oggetti che richiamano la scrittura, la memoria e il valore duraturo della parola.La qualità dei testi ha reso particolarmente impegnato il lavoro della commissione giudicatrice. I punteggi, spesso distanziati di appena mezzo punto, hanno evidenziato un livello complessivo molto alto, rendendo difficile la scelta dei vincitori e confermando il valore di numerosi racconti meritevoli di riconoscimento.Tra i testi che hanno ottenuto valutazioni particolarmente significative figurano Il Girasole di Monica Ciuchetti, presente alla cerimonia, e Gialla come l’oro di Alba Grazia Vulcano, proveniente da Gallipoli.

Nel corso della cerimonia sono state assegnate anche menzioni speciali a personalità che si sono distinte per il loro percorso artistico e letterario.Tra queste, Melina Mignemi, scrittrice e poetessa, insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica e autrice del libro Straniera in Patria, opera che le è valsa la medaglia del Presidente. A premiarla è stato il conte Franco Santellocco Gargano, che le ha consegnato in dono un libro.Un riconoscimento è stato tributato anche a Elisabetta Iannascoli, artista poliedrica, recentemente premiata in due categorie del concorso Mediterraneo. Anche in questa occasione è stato il conte Santellocco Gargano a consegnarle il premio, accompagnato da un volume dedicato al Castello di Vernio.
Particolarmente significativo il riconoscimento assegnato a Davide Volpe, giovane poeta della Casa delle Favole, che ha partecipato al concorso con il racconto Fantasia di Cous Cous, affrontando il tema dell’inclusione.La sua presenza ha rappresentato uno dei momenti più coerenti con lo spirito dell’iniziativa: dimostrare come la scrittura possa diventare uno strumento di incontro, condivisione e valorizzazione delle diverse sensibilità.

La valutazione delle opere è stata affidata a una commissione composta da professionisti del mondo letterario, editoriale e culturale.Ne hanno fatto parte Emilia Valenzano, scrittrice, poetessa e presidente del concorso Karman Oriolo; Valentina Labattaglia, editor e correttrice di bozze; Andrea Ansevini, scrittore e conduttore; Pluriversum Edizioni, casa editrice e agenzia letteraria rappresentata da Antonio Di Bartolomeo; l’Accademia Velardiniello, con i professori Aldo Zolfino, fondatore, e il poeta Gennaro Colonna; Teresa Laterza, critica letteraria della rubrica La Maieutica; Sabino Caronia, giornalista e scrittore; e Maria Assunta Oddi, poetessa abruzzese pluripremiata.
L’elevato livello delle opere ha reso particolarmente complesso il lavoro dei presidenti di giuria, il conte Franco Santellocco Gargano e la professoressa Alba Viola, impegnati in lunghe sessioni di confronto con l’organizzatrice Manuela Rotili per giungere a una valutazione condivisa e individuare i testi più meritevoli.
Il progetto Assaggi d’Autore – Dalla Pagina al Piatto non si è limitato alla dimensione letteraria. La cucina è stata protagonista concreta dell’evento, attraverso la partecipazione di cuochi, produttori e realtà locali che hanno contribuito a trasformare le parole in esperienze da assaporare. Tra i protagonisti, Enza Marcellitti, titolare dell’Azienda agricola Le Acacie, ha presentato gli Gnocchetti con i ceci, piatto legato al racconto Impasto d’Amore. Gabriele Gemini, proveniente da Anversa degli Abruzzi, ha proposto la sua ricotta di pecora al fumo di ginepro, descritta con entusiasmo come «la ricotta più buona del mondo». La signora Giuliana Torturo, invece, ha mostrato in diretta streaming, insieme a Milena Bonvissuto, come si ammassano e si lavorano a mano gli impasti, condividendo gesti antichi che continuano a tramandarsi di generazione in generazione.

Presente anche la storica Panetteria Paris Pierluigi, forno a legna di Paterno e punto di riferimento del territorio per pane, pizza e dolci tradizionali. Per l’occasione è stata proposta la pizza dogge, tipico dolce abruzzese delle grandi occasioni, un tempo immancabile nei banchetti nuziali. A realizzarla è stata Vanessa, sorella del titolare e storica collaboratrice del punto vendita di famiglia.I cuochi partecipanti sono stati premiati dalla giuria popolare, a testimonianza dell’apprezzamento del pubblico per il loro contributo alla riuscita dell’iniziativa.
Fondamentale anche il sostegno delle attività del territorio, che hanno contribuito concretamente alla realizzazione dell’evento.L’Emporio Biocca e l’azienda agricola collegata hanno fornito uova, farina e legumi, ingredienti essenziali per la preparazione delle ricette e delle lavorazioni artigianali.La Cantina del Fucino, di Lorenzo Savina, ha offerto un assaggio del vino locale, valorizzando ulteriormente il patrimonio enogastronomico della zona.Una volontaria, che ha preferito non comparire, si è occupata di fornire e arrostire le pannocchie, mentre la signora Luisa ha preparato un brodo nel quale sono stati cotti i quadrucci ricavati dai ritagli di pasta all’uovo.Un gesto semplice, ma ricco di significato: proprio come facevano le nonne, che in cucina non sprecavano nulla e sapevano trasformare ogni ingrediente in una pietanza da condividere.
Anche il mercatino dell’usato Ping Pong, sponsor dell’iniziativa, ha contribuito mettendo a disposizione le attrezzature necessarie per l’allestimento degli spazi.Una rete di collaborazioni che ha dimostrato quanto la partecipazione delle realtà locali possa diventare un elemento decisivo nella costruzione di eventi culturali capaci di coinvolgere l’intera comunità.Le dirette, le interviste e la partecipazione del territorioLa cerimonia di premiazione, iniziata alle ore 18 di sabato 10 ottobre, è stata trasmessa in diretta streaming sui canali di Officina Mediterranea, con la regia di Donato Rinaldi e la conduzione di Milena Bonvissuto.L’evento è stato inoltre ripreso dalla pagina Facebook Il Bello della Marsica e dintorni, seguita da numerosi utenti interessati agli appuntamenti culturali del territorio.

Nel pomeriggio precedente alla premiazione, gli autori presenti hanno partecipato a una conversazione con la promoter culturale Roberta Di Pascasio. Le interviste sono state coordinate da Sylvia Carol, conosciuta anche come Silvana Carolla di Libri Eventi, che ne ha curato le riprese e la pubblicazione.Un ulteriore momento di visibilità per gli autori e per il progetto, che ha consentito di raccontare le motivazioni, le esperienze e le emozioni racchiuse nelle opere partecipanti.
Tra i momenti più emozionanti della cerimonia, la consegna di un dono commemorativo da parte di Manuela Rotili al conte Franco Santellocco Gargano, in segno di riconoscenza per il lavoro svolto come presidente del concorso.La scrittrice gli ha donato un piatto storico della collezione Unione Ristoranti del Buon Ricordo, risalente agli anni Sessanta, inciso a mano dagli artigiani di Vietri sul Mare e raffigurante una specialità gastronomica.Il conte ha accolto il dono con commozione, dichiarando di accettarlo anche a nome dell’Accademia. A sua volta, ha regalato a Manuela Rotili il proprio libro autobiografico e ha donato alla Casa delle Favole un volume dedicato al Castello di Vernio.Uno scambio di libri e oggetti dal forte valore simbolico, nel quale la memoria gastronomica e quella culturale si sono incontrate, rinnovando il legame tra le persone e le istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Nel suo intervento conclusivo, Manuela Rotili ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i volontari della Casa delle Favole, il cui contributo è stato indispensabile per la riuscita di un evento tanto articolato.Un riconoscimento particolare è andato a Michela Sorgia, che ha illustrato le locandine, realizzato i diplomi, gestito i numerosi messaggi e filtrato le e-mail; a Sylvia Carol di Libri Eventi, per il prezioso aiuto nelle interviste e nell’organizzazione pratica della giornata; e alla professoressa Alba Viola, per il sostegno morale, la memoria organizzativa e il suo ruolo di presidente del concorso.

Un ringraziamento è stato rivolto anche a Pierpaolo, che ha collaborato al montaggio dei tavoli destinati ai cuochi, e alle signore Sandra, Luisa, Martina e Annunziata, che con la loro disponibilità hanno contribuito concretamente all’accoglienza e alla preparazione dell’iniziativa.
La conclusione del contest G come Gusto lascia un messaggio che va oltre la premiazione letteraria e la valorizzazione della cucina tradizionale.L’iniziativa ha dimostrato come la cultura possa diventare un terreno comune sul quale far incontrare generazioni, esperienze e sensibilità differenti. La letteratura, il cibo e la memoria si sono intrecciati in un percorso condiviso, nel quale ogni partecipante ha potuto offrire qualcosa di sé.Non è un caso che l’evento sia stato ospitato dalla Casa delle Favole, luogo in cui l’accoglienza e l’ospitalità rappresentano valori fondamentali e quotidianamente vissuti.
Perché una tavola apparecchiata, una storia raccontata e un piatto preparato con cura possono diventare molto più di un momento di convivialità: possono essere gesti concreti di inclusione, occasioni di incontro e strumenti per custodire e trasmettere l’identità culturale.
Con G come Gusto e Assaggi d’Autore – Dalla Pagina al Piatto, Manuela Rotili e i volontari della Casa delle Favole hanno dato vita a un progetto nel quale le parole si sono trasformate in sapori e i sapori in storie, ricordando a tutti che la cultura più autentica nasce quando viene condivisa.
