Sanità Abruzzo. Fina (PD): «Preliste Asl Pescara, vicenda gravissima. Interrogo Schillaci: la sanità abruzzese è in difficoltà, Marsilio dov’è?»
PESCARA – «Ho presentato proprio oggi un’interrogazione al ministro della Salute, Orazio Schillaci, sulla vicenda delle preliste d’attesa della ASL di Pescara, una storia estremamente grave che riguarda non soltanto una singola azienda sanitaria, ma la credibilità dell’intero sistema sanitario abruzzese e la tutela del diritto alla salute dei cittadini.
L’inchiesta della Procura di Pescara ha portato alla luce il meccanismo, attraverso il quale, secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stata creata una sorta di zona di parcheggio per gli utenti, senza garanzie di una data certa e della stessa erogazione della prestazione sanitaria.
Con la mia interrogazione chiedo al ministro Schillaci se sia a conoscenza dei fatti, quali iniziative intenda assumere nell’ambito delle proprie competenze e se ritenga necessario promuovere verifiche sull’organizzazione delle liste d’attesa e sulle misure adottate per garantire ai cittadini trasparenza, tempi certi e accesso effettivo alle prestazioni. È indispensabile capire quali controlli siano stati effettuati, quali correttivi siano stati introdotti e come si intenda impedire che situazioni simili possano ripetersi.

La vicenda è ancora più allarmante se collocata nel quadro delle difficoltà della sanità abruzzese. Secondo i dati ISTAT relativi al 2024, ripresi dalla Fondazione GIMBE nell’ottobre 2026, il 12,6% della popolazione abruzzese, circa 160.000 cittadini, ha dichiarato di aver rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici, contro una media nazionale del 9,9%. Parliamo di migliaia di persone che non riescono ad accedere alle cure di cui hanno bisogno, per le liste d’attesa o per le difficoltà economiche che impediscono loro di rivolgersi al privato.
Questi dati così come la vicenda delle preliste ci pongono davanti a una questione fondamentale: che cosa sta facendo la Regione Abruzzo per garantire ai cittadini il diritto alla salute? Non possiamo accettare che la sanità pubblica perda progressivamente la capacità di assicurare cure tempestive e universali, mentre cresce il numero di chi rinuncia a curarsi o è costretto a pagare per ottenere una prestazione.
Ringrazio i sei presidenti di Regione – Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Toscana, Campania e Puglia – che hanno chiesto al Governo maggiori risorse per il Servizio sanitario nazionale, portando con forza all’attenzione pubblica il rischio di un progressivo indebolimento della sanità universalistica. La loro iniziativa richiama una responsabilità che riguarda tutti i livelli istituzionali: garantire finanziamenti adeguati, rafforzare i servizi e impedire che il diritto alla salute diventi un privilegio per chi può permetterselo.
Davanti a tutto questo dov’è il presidente Marsilio e perché non alza la voce nei confronti del Governo per ottenere le risorse necessarie a salvare la sanità pubblica? Perché non rivendica con la stessa determinazione dei suoi colleghi presidenti gli investimenti, il personale e i servizi di cui hanno bisogno gli abruzzesi?
Marsilio faccia la sua parte. L’Abruzzo non ha bisogno di silenzi o di giustificazioni, ma di una Regione capace di difendere concretamente il proprio sistema sanitario e di pretendere dal Governo le risorse necessarie. La sanità pubblica è un diritto costituzionale: non può essere lasciata indietro, né sacrificata sull’altare delle convenienze politiche».
