Campania e Calabria, rientra la protesta degli autotrasportatori. Restano disagi per carburanti e supermercati. Lunedì protesta dei taxi a Roma
ANSA/RUGGERO FARKAS
NAPOLI – Sono stati rimossi nella notte tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori lungo la rete autostradale in Campania, in particolare nelle province di Caserta e Salerno. Sciolto anche il presidio di Napoli, nella zona del varco Bausan.
Nonostante la fine della mobilitazione, persistono le difficoltà sul fronte dei rifornimenti. Numerosi distributori di carburante segnalano ancora il tutto esaurito, mentre davanti agli impianti rimasti operativi si registrano lunghe code. Ancora lento il ritorno alla normalità nei supermercati, dove gli scaffali sono rimasti a lungo sguarniti di molti prodotti. Con la ripresa delle consegne, è ora in corso il graduale ripristino delle scorte.
Calabria, ripartono le consegne nei supermercati
Situazione in progressivo miglioramento anche in Calabria, dove sono in corso le operazioni di rimozione degli ultimi presidi degli autotrasportatori, dopo la sospensione della protesta annunciata da Fedralog mercoledì sera.
Da ieri sono riprese le consegne di prodotti freschi, frutta, verdura e pesce nei supermercati, anche se la disponibilità delle merci resta disomogenea sul territorio. Al momento, invece, non si segnalano particolari criticità nei distributori di carburante.
Gli autotrasportatori hanno deciso di sospendere la mobilitazione in attesa dell’incontro fissato per il 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La categoria, tuttavia, avverte che la protesta potrebbe riprendere qualora le risposte del Governo alle richieste avanzate non fossero ritenute adeguate.
Taxi, lunedì protesta al Mef contro il caro carburanti
La mobilitazione si sposta ora sul fronte dei taxi. Lunedì 26 ottobre è previsto a Roma, davanti al ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), un presidio di protesta contro il rincaro dei carburanti. La categoria non esclude il rischio di uno stop del servizio in assenza di interventi concreti.
A lanciare l’allarme è Loreno Bittarelli, presidente di itTaxi, che in un editoriale pubblicato questa mattina sull’Economista definisce la situazione un’emergenza economica ormai insostenibile.
«Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati», sottolinea Bittarelli.
La protesta, precisa il presidente di itTaxi, si svolgerà senza auto e fuori turno, con l’obiettivo di dare visibilità alle difficoltà del settore senza provocare disagi ai cittadini.
Tra le richieste rivolte al Governo figurano l’estensione del «Gasolio Professionale», l’istituzione di un fondo straordinario di compensazione e l’introduzione di incentivi concreti per favorire la transizione ecologica.
In assenza di risposte urgenti, conclude Bittarelli, il rischio è quello di un’interruzione del servizio, dovuta all’impossibilità per gli operatori di sostenere gli attuali costi di gestione.
