Abruzzo Zona Rossa. Acerbo (Prc): «Marsilio costretto dalla realtà ad abbandonare la demagogia»

Maurizio Acerbo

PESCARA – Il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, costretto dalla triste realtà dei fatti ad abbandonare i toni della demagogia e della propaganda e annunciare la Zona Rossa (con tanto di ordinanza “fake” ndr), con conseguente lockdown, per l’intero Abruzzo. A parlare è il Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, anche lui vittima della Covid-19 in settembre, in piena campagna elettorale referendaria e per le amministrative scorse.

«Il presidente Marsilio è costretto a dichiarare l’Abruzzo zona rossa. Salutiamo questa conversione a U come un segno di ravvedimento – dice Acerbo – dopo mesi di demagogia da parte dei leader della destra. La giunta regionale di fatto ammette che quella di Salvini e Meloni era solo demagogia e procede a una misura tipica di “dittatura sanitaria. Dopo le barricate demagogiche contro le restrizioni ora devono ammettere che servono. La nostra regione è arrivata impreparata alla seconda ondata e non basta il reparto Covid di Pescara a bilanciare la situazione gravissima di Avezzano e un quadro generale pessimo quasi ovunque. Per non parlare dell’assistenza territoriale che è rarefatta. Se le persone non possono essere ricoverate – prosegue Acerbo – andrebbero seguite a casa. Quante USCA attive ci sono in Abruzzo? Dovrebbero essere 1 ogni 50.000 abitanti per la gestione domiciliare dei pazienti. Ricordo che l’art.8 del D.L. 14/2020 – conclude il Segretario nazionale di Rifondazione – ha previsto l’istituzione delle Unità Speciali di continuità assistenziale (Usca) da parte delle regioni entro il 20 marzo 2020. A che punto siamo in Abruzzo?». Maurizio Acerbo, segretario nazionale Partito Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e Marco Fars, segretario regionale.

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