Acqua di Canistro, il Comitato: bene l’incontro pubblico, ora però ci vuole trasparenza

CANISTRO – Il Comitato per la Tutela dell’Acqua di Canistro prende atto dell’iniziativa dell’Amministrazione comunale di convocare un incontro pubblico sul futuro del Servizio Idrico Integrato, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 164 dell’8 gennaio 2026.

Questa la nota diffusa dal Comitato nella quale, pur apprezzando l’iniziativa del Comune di Canistro, si auspica che sia un primo passo verso una maggiore trasparenza su questo tema fondamentale per la vita del paese rovetano.

“Apprendiamo con favore che, finalmente, venga riconosciuta l’importanza di informare in modo chiaro e diretto la cittadinanza su una questione così delicata e centrale per l’identità di Canistro. Un’informazione che, lo ricordiamo, è mancata per anni e che è arrivata solo dopo la pronuncia definitiva dei giudici amministrativi.

Riteniamo doveroso sottolineare che questo cambio di passo avviene anche grazie al “rumore” sollevato dal Comitato per la Tutela dell’Acqua, nato proprio per fare luce su una vicenda che troppo a lungo è rimasta confinata agli atti giudiziari e agli uffici, senza un reale coinvolgimento dei cittadini.

La sentenza ha messo nero su bianco gravi carenze nella dimostrazione dei requisiti necessari a mantenere la gestione autonoma del servizio idrico. Ora si apre una nuova fase, che non può essere affrontata con superficialità o comunicazioni di facciata.

Ci auguriamo che l’Amministrazione comunale si presenti all’incontro con dati, documenti e “pezze d’appoggio” concrete, capaci di spiegare non solo le conseguenze della sentenza, ma anche le responsabilità del passato e le reali prospettive future per tariffe, manutenzione, investimenti e tutela delle sorgenti.

Il Comitato continuerà a vigilare, informare e partecipare, perché l’acqua di Canistro non è solo un servizio: è un bene comune, un patrimonio identitario e una responsabilità verso le generazioni future.

La partecipazione dei cittadini è importante. Ma lo è ancora di più la trasparenza”.