Altri tagli sul personale sanitario abruzzese. Il Nursind: “La Regione non eroga i fondi del Decreto Calabria alle Asl e ne fanno le spese i lavoratori”
L’AQUILA – La Regione Abruzzo non ha erogato i fondi previsto dal governo nel cosiddetto “Decreto Calabria”, e a farne le spese sono i salari del personale sanitario abruzzese.
Questo in sintesi, il senso della denuncia del Nursind Regionale, il cui segretario abruzzese, Andrea Liberatore, fa sapere che la mancata erogazione alle Asl, da parte della Regione, dei fondi in questione, si sta riversando, pressoché per intero, sulla remunerazione accessoria di medici, infermieri e tutti coloro che lavorano negli ospedali.
Una decisione, secondo Liberatore e il Nursind Regionale, che sarebbe diretta conseguenza del maxidebito della Regione in tema di sanità e dal quale deve assolutamente rientrare prima che sia troppo tardi.
Questa la nota diffusa dal segretario regionale del Nursind, Andrea Liberatore.

2La Segreteria Regionale del Nursind Abruzzo, che rappresenta oltre 2500 professionisti della salute, esprime profonda preoccupazione per la mancata distribuzione, da parte della Regione Abruzzo, delle quote dovute alle quattro ASL locali, in conformità con le disposizioni del decreto Calabria.
Questa decisione, giustificata da un persistente deficit finanziario, costituisce un ulteriore attacco a coloro
che ogni giorno si impegnano a garantire assistenza e cura alla comunità. Tale situazione non solo
compromette le risorse economiche destinate alla sanità regionale, ma avrà anche un impatto diretto e
negativo sulla remunerazione accessoria del personale sanitario.
Il decreto Calabria rappresentava un passo significativo per assicurare un adeguato finanziamento al sistema sanitario regionale, già fortemente provato dall’emergenza pandemica e dalle sfide quotidiane
nella gestione della salute pubblica.
La scelta di non erogare queste risorse mette a repentaglio la dignità e il giusto riconoscimento del lavoro svolto dai professionisti della salute, che affrontano carichi di lavoro sempre più impegnativi.
La diminuzione della remunerazione accessoria rischia di compromettere la motivazione del personale sanitario, già provato da anni di sacrifici e dedizione. È imperativo che la Regione comprenda le conseguenze di tali decisioni e agisca prontamente per rispettare gli impegni assunti.
Chiediamo all’assessore Nicoletta Verì di convocare con urgenza un incontro per affrontare questa grave situazione e trovare soluzioni che non penalizzino il personale sanitario. In caso contrario, saremo costretti a organizzare manifestazioni e sit-in presso l’assessorato, per esprimere chiaramente che il personale sanitario non è una risorsa da sfruttare, ma da valorizzare e premiare.
Invitiamo, pertanto, le istituzioni competenti a intervenire tempestivamente per garantire le risorse necessarie, affinché il personale sanitario possa operare in condizioni dignitose e ricevere il giusto riconoscimento per il proprio lavoro. La salute dei cittadini abruzzesi dipende anche dalla valorizzazione e dal supporto ai professionisti che, con passione e competenza, servono la comunità ogni giorno.
Il NurSind non accetta questa ingiustizia verso coloro che, con la massima professionalità, assicurano
quotidianamente le migliori cure ai cittadini abruzzesi”.
