Altro stop al Nuovo Ospedale di Avezzano. Il Tar accoglie il ricorso di una ditta contro la gara della Regione e blocca tutto. Udienza il 14 aprile
AVEZZANO – Si sa, in Abruzzo lo si dice spesso, quando “‘na cosa è nate stuorto”, difficilmente finisce “ritta”. Ed è proprio il caso del progetto, ormai plurisecolare del Nuovo Ospedale di Avezzano.
Se ne parla dai tempi del Sindaco Spallone, che voleva realizzare il nuovo ospedale e la cittadella della giustizia, ma poi tutto si è ripetutamente bloccato: vuoi per i fondi, vuoi per i commissariamenti della Regione nella spesa sanitari ai tempi di Chiodi, vuoi per una debolissima volontà politica, sta di fatto che il progetto del nuovo ospedale avezzanese, è sempre stato come la scritta nei posacenere dei ristoranti degli anni ’60 e ’70: “La felicità viene domani…”.
Ora, però, la felicità, il progetto insomma, sembrava cosa fatta. La Regione Abruzzo e la Asl, nelle persone del Presidente Marsilio, della assessora Verì, del capogruppo di FdI in Consiglio reginale, l’avezzanese Massimo Verrecchia, e dei manager Romano e Costanzi, sembravano aver azzeccato la strada, tanto è vero che era stata bandita la gara a livello europeo per la realizzazione della grande opera sanitaria.
Tant’è vero che lo stesso consigliere Verrecchia aveva ripetutamente ribadito la paternità della maggioranza di centrodestra per la realizzazione di questo progetto. Ma Verrecchia, evidentemente, non ha tenuto conto di un altro detto, questa volta del mitico Mister di Juventus e Nazionale, Giovanni Trapattoni: “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”.



Verrecchia, evidentemente, pensava di avere il gatto nel sacco, ma il sacco sembra, oggi, che fosse bucato nel fondo. Tanto è vero che il gatto, per ora, non c’è più.
E si, perché il Tar Abruzzo, ieri, accogliendo il ricorso della ditta Tabano, ha bloccato la gara di appalto e quindi l’intero iter che doveva portare ad iniziare i lavori e a realizzare il nuovo ospedale del Capoluogo della Marsica.
Invece no. A quanto pare, infatti, i giudici hanno ritenuto fondate le contestazioni del privato in merito alla formulazione della gara, al suo contenuto, insomma, e soprattutto al fatto che la Regione non ha ripubblicato l’intera gara, come già richiesto in precedenza, producendo, a dire della ditta Tabano, un pregiudizio a partecipare nei propri confronti.
I giudici amministrativi regionali hanno ritenuto fondate queste contestazioni, mentre irricevibili le controdeduzioni di AreCom e Regione Abruzzo, decidendo così lo stop all’iter e all’inizio dei lavori.
Uno stop, peraltro, che dovrà attendere quantomeno il 14 aprile prossimo, quando i magistrati del Tar Abruzzo giudicheranno il ricorso nel merito, quindi nel vivo delle contestazioni avanzata dalla ditta Tabano.
Se dovessero accogliere in pieno il ricorso della ditta ricorrente, si dovrebbe ripartire da capo, un po’ come al Monopoli quando capita la “Carta Imprevisti” torna indietro se passi dal Via non puoi riscuotere la tassa prevista.
Un’eventualità, come si può ben immaginare, fortemente impattante sulla campagna elettorale in corso, e anche sulle aspettative di tanti avezzanesi. Avezzanesi ai quali, a dire il vero, basterebbe che Marsilio, Verì, Verrecchia e Costanzi mettessero l’ospedale esistente in condizioni di funzionare, per lo meno decentemente; ad esempio evitando di trasferire personale da un nosocomio che è già in grave carenza di medici, infermieri e Oss, come accaduto per i due medici del Pronto soccorso inviati a L’Aquila.
Per i mausolei, poi, c’è sempre tempo…
