“Amara terra mia – Storie di migrazioni e di ritorni”: l’Abruzzo che emigrava ripercorso e ricordato a Gagliano Aterno
L'emigrazione abruzzese del primo '900. Foto tratta dalla pagina Facebook "Meraviglie d'Abruzzo"
GAGLIANO ATERNO – “Amara terra mia – Storie di migrazioni e di ritorni” è l’atteso appuntamento in programma a Gagliano Aterno per il 7 agosto prossimo organizzato dal Comune e dall’Associazione Civitas Superequani.
La manifestazione, che si terrà nella sala convegni dell’Ex Monastero di S. Chiara con inizio alle ore 21,15, prevede la proiezione del documentario “Gagliano Aterno e l’emigrazione” cui seguiranno alcune testimonianze dal Congo, dal Canada e dagli Stati Uniti d’America.
All’evento interverranno il Dott. Luca Santilli (Sindaco di Gagliano Aterno), la Dott.ssa Maria Di Felice (Assessore alla cultura), l’Ins. Massimo Santilli (Studioso di Antropologia culturale e scrittore), l’Arch. Michele Palombella (Curatore del documentario) e il Dott. Edoardo Leombruni (Membro del CRAM – Consiglio Regionale degli abruzzesi nel mondo).
La moderazione degli interventi sarà affidata alla giornalista dottoressa Angela Di Giorgio.
A termine dell’incontro si svolgerà la cerimonia di scoprimento di una composizione in dialetto gaglianese presso il monumento all’emigrante.
Oltre che verso il Canada e gli Stati Uniti d’America, tale flusso migratorio si è caratterizzato per aver raggiunto il Congo Belga dove si insediò una nutrita comunità poi costretta per ragioni di varia natura ad abbandonare frettolosamente il paese e il ritorno dei profughi in Italia, con scalo aereo a Ciampino, fu attenzionato anche dalla stampa nazionale.

Quello del 7 agosto sarà per tutti i cittadini di Gagliano un viaggio nella memoria di grande intensità emotiva grazie alle numerose e rare immagini d’epoca riproposte dal documentario.
Si segnala, inoltre, che Gagliano Aterno è gemellata con la città canadese di Hamilton dove vivono alcune migliaia di oriundi gaglianesi da più generazioni.
Nelle aspettative degli organizzatori, l’iniziativa vuole essere un doveroso e sentito tributo ai tanti concittadini espatriati che guarda però al presente, il ricordo di una pagina triste della nostra storia che pone in atto una riflessione sul fenomeno dello spopolamento in corso nei paesi delle aree interne e montuose dell’Appennino abruzzese e sulle possibili strategie da mettere in campo per affrontare tale complessa problematica.
