Ancora gravi disordini in carcere. Damato (Cnpp-Spp)- Il carcere di Lecce da “gioiello” a “colabrodo”.
Lecce- Se dovessimo raccontare del degrado che sta vivendo il sistema penitenziario italiano bisognerebbe partire dalle continue denunce che con coraggio, oseremo dire, il segretario regionale Cnpp-Spp della Puglia Ruggiero Damato sta facendo a partire da quello che una volta lo stesso Damato ne declamava ad alta voce l’affidabilità ma che oggi lo eleva a carcere colabrodo.
Stiamo parlando dell’istituto di Lecce e di quanto stia scrivendo in termini di cronaca, spesso anche nera.
Damato sul carcere San Nicola è tornato proprio ieri e con il suo ennesimo e competente e, come detto, coraggioso comunicato. Lo ha fatto descrivendo in maniera drammatica l’ennesimo grave evento critico che in tale istituto, grazie anche e soprattutto a un sovraffollamento pazzesco di detenuti, sta assumendo una frequenza quasi ordinaria.
Ma vediamo cosa è successo ieri.
Nel primo pomeriggio presso la sezione 5,del reparto C2, un folto gruppo di detenuti nel tentativo di prendere le parti di un loro compagno, che per motivi disciplinari legati ad un grave evento da lui prodotto si era deciso di spostarlo in altra sezione, avrebbero sfondato i vetri del box agenti ferendone due.
Il risultato, stante quanto emerge dal comunicato stampa, sarebbe stato che i due malcapitati poliziotti hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, da dove sono stati dimessi con una prognosi per entrambi di 10 giorni, mentre il detenuto avrebbe fato rientro in sezione.

Damato ovviamente non ci sta a tutto questo e come è suo solito fare ci va giù di brutto nel giudizio:
“A poche ore dai gravi eventi di Como questo episodio assume toni ancora più drammatici lasciando presagire una presa di posizione da parte della criminalità che agevolata da un sistema oramai al collasso sta alzando il tiro osando come mai fatto finora all’istituto di Lecce fino a 5/6 anni fa autentico fiore all’occhiello del sistema penitenziario della nazione e oggi diventato un vero e proprio colabrodo.
Appare superfluo sottolineare l’estrema gravità della questione e del fatto che il pianeta carcere è oramai diventato terra di nessuno mettendo a serio rischio l’incolumità di chi vi opera…”.
Ci si chiede a questo punto se davvero non valga la pena dirottare le centinaia di milioni di euro destinati al Centro immigrati dell’Albania al miglioramento delle condizioni dei poliziotti penitenziari che, da quello che ci è sembrato di aver capito, parafrasando una metafora della Boxe, negli ultimi anni sono stati davvero messi all’angolo.
Certo è che con i numeri attuali presumere di alimentare l’universo carcere di ulteriori 11.400 posti detentivi, molti dei quali ricavabili in istituti già esistenti rubando spazio ad aree altrimenti destinate ad attività trattamentali, diventa veramente un azzardo. Non sarebbe sbagliato se la campagna elettorale che in Italia risulta perpetuamente impostata parli anche di questo. Ascoltino quello che Damato e tutti coloro i quali, come lui, da tempo stanno lanciando ad alta voce il loro grido d’aiuto ma che sistematicamente non vengono raccolti. Se si pensa che li si vorrà aiutare aprendo sezioni detentive, come nel caso di Vasto il cui varo di ulteriori 50 posti avverrà il 27 prossimo venturo, a quanto pare in pompa magna e alla presenza di sottosegretari, senza una sala regia e con un numero di personale già ora molto carente, allora sempre più fondate diventano le denunce del segretario del CnppSpp.

