Arrivo ambulanza con medico 24 ore su 24 a Pescasseroli. Comitato Ponte e Cgil L’Aquila polemici “con chi oggi punta a prendere meriti senza aver fatto nulla”
PESCASSEROLI – La storia insegna che le sconfitte sono orfane mentre le vittorie in genere trovano sempre 100 padri. E questo, a quanto pare, è quello che sta accadendo oggi Pescasseroli dopo l’annuncio della Regione Abruzzo e della Asl1 di avere disposto l’arrivo dell’ambulanza con medico e personale sanitario a bordo 24 ore su 24.
Una lotta durata ani, che ora ha trovato il suo coronamento, ma che, a detta del Comitato Ponte e Osservatorio Sanità Alto Sangro, rappresentati da Silvano Di Pirro, e della Cgil L’Aquila, con il suo segretario provinciale Francesco Marrelli, pare aver trovato più di un padre “legittimo”.
Queste le note di Cgil e, a seguire, di Comitato e Osservatorio.

«La mobilitazione a tutela della Sanità Pubblica nell’Alto Sangro, e in particolare per l’ambulanza medicalizzata a Pescasseroli, ha radici profonde: nasce dall’esasperazione delle cittadine e dei cittadini residenti nei comuni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea), costretti a subire una spoliazione continua e sistematica dei presidi sanitari di prossimità. Già nel settembre del 2022, la CGIL, insieme al Comitato Civico Ponte del Giovenco e all’Osservatorio sulla sanità in Alto Sangro, tenne una storica e partecipata assemblea pubblica a Pescasseroli per denunciare la “sanità negata” e il progressivo smantellamento della medicina territoriale e del sistema dell’emergenza-urgenza. A gennaio 2024, di fronte all’inerzia delle istituzioni regionali e della stessa ASL Provinciale, una nuova manifestazione ha ribadito che nelle aree interne curarsi non può diventare un privilegio e che nascere e vivere in quei luoghi non può essere un fattore discriminatorio per l’accesso alle cure. Al contempo, sono state messe in campo numerose iniziative a sostegno della mobilitazione: una raccolta firme con oltre 2.000 sottoscrizioni, audizioni in Commissione Sanità e Vigilanza della Regione Abruzzo, consigli comunali straordinari, con la consegna, da ultimo, al Ministro della Salute, di un documento con le motivazioni della protesta e le richieste per restituire dignità all’Alto Sangro. Questa vertenza, quindi, ha assunto, nel tempo, un rilievo nazionale, finendo più volte nelle cronache dei principali telegiornali e reti televisive. La svolta arriva tra luglio e settembre 2026, dopo l’ennesima mobilitazione nel mese di luglio dello stesso anno, guidata dalla CGIL e dai Comitati Civici alla presenza di centinaia di persone. Infatti, a seguito della richiesta di audizione in Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo presentata proprio dopo la mobilitazione di luglio 2026, la CGIL dell’Aquila, insieme ai Comitati Civici, è stata audita, il 30 luglio u.s., alla presenza dell’Assessore Regionale alla Sanità e del Direttore Generale della ASL1. In quest’occasione, è stato finalmente comunicato che, nelle nuove Linee di indirizzo per il sistema di emergenza territoriale, Pescasseroli passerà da un’ambulanza medicalizzata H12 ad un servizio di mezzo di soccorso avanzato H24. Tale impegno, comunicato in sede di audizione, è stato poi successivamente ratificato con delibera di Giunta Regionale n. 565 del 31 agosto 2026, “Riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118 – approvazione linee di indirizzo e nuovo assetto delle postazioni territoriali”. Questo è il risultato ottenuto dopo le numerose mobilitazioni collettive e le tante iniziative intraprese. Questa è, in breve, la storia di una mobilitazione durata oltre quattro anni, che ha visto la CGIL al fianco dei Comitati Civici, dei cittadini e delle cittadine, dei sindaci e degli amministratori, per la rivendicazione del diritto alla salute nelle aree interne e per il superamento delle discriminazioni e delle disuguaglianze, con la riaffermazione del diritto alla salute come un diritto di rango costituzionale di valore universale.
Pertanto, leggere in queste ore le dichiarazioni della UIL FP Coordinamento Territoriale a mezzo delle quali si rivendica il ruolo decisivo proprio della UIL FP nella soluzione della vertenza sulla sanità in Alto Sangro è davvero avvilente. Tali dichiarazioni, infatti, mortificano anni di lotte, di mobilitazioni, di interlocuzioni formali e ufficiali in sede istituzionale, tutte necessarie per giungere – nei documenti di programmazione – ad una soluzione. E la soluzione, come è facile comprendere, non è arrivata per caso, ma solo grazie all’impegno e alla mobilitazione collettiva di donne e uomini che hanno presidiato le piazze con i loro corpi e che, con coraggio, hanno rivendicato il diritto alla salute e il diritto a vivere e ad abitare le aree interne, fino ad ottenerne il riconoscimento e la tutela. Leggere, invece, di presunte “iniziative sia formali e pubbliche sia per le vie brevi”, senza alcuna specificazione in merito, offende chi in questi lunghi anni si è mobilitato, esposto, chi ha studiato e si è impegnato per trovare una soluzione, con ogni mezzo consentito, offende e svilisce l’impegno nella mobilitazione di un intero territorio che ha portato avanti una lunga lotta, con enormi sacrifici.
La rivendicazione di un diritto non è mai semplice e non può essere banalizzata né generalizzata, perché frutto di un impegno su tutti i fronti, costante e rinnovato nel tempo.
Non basta un comunicato stampa, tra l’altro neanche firmato, per intestarsi, senza avere alcun merito, una soluzione che è il risultato di anni di mobilitazioni che portano il volto di donne e uomini che con coraggio, abnegazione e coerenza hanno lottato con tutti i mezzi consentiti per trovare una soluzione. La battaglia delle cittadine e dei cittadini di Pescasseroli e dell’Alto Sangro deve essere, al contrario, un monito per gli altri territori: nulla è concesso o regalato e solo la mobilitazione e la rivendicazione collettiva possono cambiare lo stato delle cose. L’impegno costante e condiviso e la partecipazione di un’intera comunità pagano sempre.
Dal canto nostro, la mobilitazione non si ferma. Continueremo a batterci fino a quando non vedremo effettivamente la presenza del medico a bordo dell’ambulanza H24, ovvero fino a quando ciò che è stato scritto nelle linee di programmazione non diventerà realtà quotidiana. Allo stesso modo, la nostra azione prosegue con determinazione per la difesa e il rilancio del Centro di Salute Mentale (CSM) in Alto Sangro, un presidio fondamentale per la tutela delle fragilità, che non permetteremo venga depotenziato, e per la conferma e il potenziamento definitivo e strutturale del servizio di Guardia Medica Turistica, essenziale per un territorio a forte vocazione turistica, attraverso una programmazione coerente con i fabbisogni sanitari delle persone.
La Sanità Pubblica nelle aree interne si difende uniti, tutti e tutte, presidio dopo presidio, come noi continueremo a fare, a difesa del diritto alla salute e del diritto, di tutte e di tutti, di abitare e vivere le aree interne.
Un sentito ringraziamento al Comitato Cittadini e Territorio Ponte del Giovenco, all’Osservatorio sulla sanità in Alto Sangro, agli amministratori e alle amministratrici, ai cittadini e alle cittadine, che in questi anni hanno portato avanti, insieme a noi, le ragioni di una mobilitazione a difesa della dignità della popolazione dell’Alto Sangro». Il Segretario CGIL L’Aquila, Francesco Marrelli

«Leggiamo in queste ore comunicati e dichiarazioni con cui sigle sindacali finora del tutto assenti cercano improvvisamente di intestarsi un risultato tanto importante per la nostra comunità.
Come Comitato Civico Cittadini e Territorio Ponte Giovenco e Osservatorio sulla Sanità in Alto Sangro, riteniamo che la memoria sia un bene prezioso e che fare chiarezza sia un atto di rispetto doveroso verso tutti i cittadini e verso chi su questa vertenza ha speso anni di energie.
La conquista dell’Ambulanza con Mezzo di Soccorso Avanzato attivo H24 a Pescasseroli (Delibera di Giunta Regionale n. 565 del 31 agosto 2026) non è arrivata per caso o per gentile concessione. Ha una paternità chiara e inequivocabile: 4 anni di mobilitazione permanente, rigorosa e senza sosta, condotta spalla a spalla dai Comitati e da un unico sindacato che ha agito in tutte le sedi opportune: la CGIL L’Aquila Il Sindacato per Davvero, con la presenza costante del segretario Francesco Marrelli.
LA STORIA SI COSTRUISCE SUL CAMPO, NON CON I COMUNICATI EX POST:
in questi 4 anni, mentre la UIL Fp non è mai risultata presente in alcuna sede né ha portato avanti azioni concrete sul campo:
- eravamo nelle piazze: nei tanti sit-in organizzati in Piazza Sant’Antonio a Pescasseroli;
- eravamo tra le persone: con le raccolte firme per far valere i diritti delle aree interne;
- eravamo nelle sedi istituzionali della Regione Abruzzo, portando denunce e proposte sia in V Commissione Sanità sia nell’audizione chiave in Commissione Vigilanza dello scorso 30 luglio alla presenza della direzione Asl 1.
I diritti alla salute non si tutelano a cose fatte, ma mettendoci la faccia quando le battaglie sono difficili. Ringraziamo chi c’è sempre stato e chi ha condiviso la polvere della strada e le aule delle commissioni.
Guardiamo al futuro con la gioia del traguardo raggiunto, ma con il dovere di ricordare chi ha camminato davvero al nostro fianco.
La lotta per la sanità pubblica e vicina ai cittadini continua, insieme e con la coerenza di sempre!», Comitato Civico Cittadini e Territorio Ponte Giovenco e Osservatorio sulla Sanità in Alto Sangro
