“Artefatto di sapori”, vernissage collettiva d’arte presso Lo Scalco dell’Aquila
Arte e enogastronomia felicemente insieme presso una location che sembra destinata appositamente a costruir connubi.
Lo Scalco dell’Aquila, in Via Mnicuccio d’Ugolino, accoglierà presso le sue mura, venerdì 21 marzo alle ore 18, il Vernissage della mostra collettiva di artisti internazionale ARTEFATTO DI SAPORI che resterà visitabile fino al 21 aprile nel rispetto dei seguenti orari: lunedì 20:00/22:30; dal mercoledì al sabato 12:30/15:00 e 20:00/22:30; domenica 12.30/15:00.
La mostra ospita opere degli artisti Jawaher AlQiwani, Carlo Busetti, Lucia D’Aleo, De Pieri, Elso, Nira Granott Fox, Gillian Holding, Jady, NOMAD, Ksenija Lucija Pataran, Grazia Smilovich, Bente Tørhaug e Monica Vigolo e ciascuna di esse è stata pensata e realizzata per costruire “un ponte tra il mondo dei sapori e quello delle percezioni estetiche”. Sinestesia artistica tra vista e gusto, in cui gli elementi, pur diversi, si combinano in un equilibrio che “attraverso colori, forme e texture, evoca le molteplici sfumature dell’esperienza culinaria”.
ARTEFATTO DI SAPORI è un evento promosso da Divulgarti di Loredana Trestin, in collaborazione con l’aquilana Katiuscia Tomei e, in quanto evento artistico, a buon diritto si inserisce nell’ambito degli Horti dello Scalco, considerando che il ristorante Lo Scalco ha lavorato per integrare arte e letteratura nel suo contesto e che questo lavoro lo ha trasformato da ‘semplice’ ristorante a vero e proprio progetto culturale.

Lunga e intensa la storia de Lo Scalco; inizia nel 1935 con un nome diverso, Ristorante Delfina e arriva fino al 2009 allorché il terremoto lo costringe ad un pit-stop. Presto riprende nuova vita non solo nella location ma soprattutto nella sua weltangschauung, trasformandosi in un luogo che non separa, non divide ma ingloba e integra, “in cui arte ed enogastronomia si incontrano e si contaminano, condividendo forme, colori ed emozioni, offrendo alla città uno spazio di divulgazione artistica, arricchendo l’esperienza dei suoi ospiti con spazi espositivi e cene tematiche. Ogni opera si troverà immersa in questo scenario, in un dialogo tra sapore e significato, tradizione e innovazione, estetica e narrazione”.



