Atlantropa, ovvero quando i tedeschi volevano prosciugare il… Mediterraneo

Che i tedeschi siano un popolo “leggermente” fastidioso, lo dimostrano le tristi vicende del secondo conflitto mondiale e l’attuale tendenza a sopraffare tutto e tutti in questa strana Unione Europea dove ancora non sembra ben chiarito il concetto di “unione”. Sono convinti di essere i più intelligenti, come se il saper mettere insieme due bulloni e un pezzo di lamiera, costruire un orologio a cucù o “bullizzare” i vicini li proietti automaticamente nel gotha dei geni, infatti, tanto per dirne una, nemmeno il loro fuhrer era tedesco ma austriaco. Sono ligi al dovere? Certamente, eseguono gli ordini sino allo spasimo? Lo abbiamo visto. Sono organizzati e ordinati? Assolutamente, ma hanno una mentalità da razza superiore (a loro detta). Il teutonico inno nazionale recita nella prima strofa: “Deutschland, Deutschland über alles,/über alles in der Welt, cioè “Germania, Germania, al di sopra di tutto/al di sopra di tutto nel mondo”: mica cavoli!

Perché questa tirata sui tedeschi? Perché voglio raccontarvi una storia che vi sembrerà inventata ma che, invece, non solo è realmente accaduta ma è stata anche presa in considerazione dalle germaniche genti e fornisce una idea della grandiosa mentalità tedesca… Volete sapere il titolo della vicenda? “Come ti prosciugo il Mar Mediterraneo” ed ecco la vicenda.

Sörgel

All’architetto tedesco Herman Sörgel, tra gli anni 20 e 30, dopo lunga ponderazione, gli venne una grande idea: perché non prosciugare il Mediterraneo? Quindi progettò tre dighe da costruire sugli stretti del Mar Mediterraneo (Gibilterra, Sicilia e Dardanelli) con l’obiettivo di prosciugare e drenare il bacino, creando così un nuovo supercontinente. La desertificazione del mare avrebbe garantito nuove terre coltivabili agli Europei e in particolare alla Germania, con cui potersi espandere e prosperare in una nuova epoca d’oro. Il progetto di geoingegneria, manco a dirlo, stupì la comunità scientifica.

Il nuovo continente avrebbe dovuto chiamarsi Atlantropa. Oddio, dovendo “essiccare” il Mediterraneo si sarebbero avuti cambiamenti climatici, pesci non ce ne sarebbero più stati ma… l’Inghilterra, ad esempio, avrebbe vista depotenziata la sua forza navale tutto a favore della germanica razza e questo non era mica male. Ricordate tanti anni fa quando a Portobello, la trasmissione televisiva di Enzo Tortora, un concorrente propose di spallare il Passo del Turchino per togliere la nebbia in Val Padana? Ebbene il progetto di Sörgel prevedeva di chiudere lo stretto di Gibilterra con una diga enorme, più grande della colossale diga delle Tre gole nell’Hubei in Cina) e unirla ad una seconda opera sui Dardanelli allo scopo di escludere il Mar Nero dal bacino del Mediterraneo e infine, a una terza che avrebbe dovuto unire la Sicilia alla Tunisia.

Secondo il nostro Architetto i benefici di una simile colossale impresa erano tanti: si sarebbe potuto creare lavoro, realizzare ampi terreni coltivabili e ottenere anche una grande quantità di energia idroelettrica. Il progetto avrebbe permesso, ad esempio, di collegare Berlino a Città del Capo con una linea ferroviaria e avrebbe salvato l’Europa dall’esaurimento di petrolio e carbone. Era un’idea che poneva l’Europa al centro del mondo dando alle nazioni europee migliore accesso alle risorse delle loro colonie africane. Si sarebbe operato anche in Africa dove il progetto comprendeva enormi laghi artificiali per irrigare il Sahara, migliorare i collegamenti e produrre energia rinnovabile. ‘Sta cosa  avrebbe impegnato tutti gli Stati europei per almeno 100 anni  avrebbe di fatto unificato l’Europa grazia alla  lunga e stretta  cooperazione. I lavori avrebbero dovuto far sparire la disoccupazione, e fornire, con i nuovi territori ottenuti, una risposto alla sovrappopolazione.

Linee ferroviarie di Atlantropa con l’Africa

La diga di Gibilterra, alta almeno 300 metri, secondo i calcoli avrebbe usato all’epoca quasi tutto il calcestruzzo del mondo, con 200 mila uomini impegnati per 10 anni su quattro turni continui. La diga dei Dardanelli si sarebbe estesa per  62 chilometri. Sedici condotte da 8 metri di diametro ciascuna avrebbero deviato l’acqua verso i Balcani per fornire energia sia lì che alla Russia meridionale. In caso di innalzamento del Mar Nero si sarebbe controllato con chiuse alle foci dei fiumi Don, Dniepr e Volga per evitare che s’allagasse la pianura alluvionale russa. Ed eccoci in Italia dove una diga lungo un fronte di 66 chilometri avrebbe aumentato il dislivello del Mediterraneo orientale a 200 metri e assicurato il collegamento ferroviario con l’Africa.

A proposito di Africa, Il bacino del fiume Congo sarebbe diventato un grande lago artificiale. La diga principale si sarebbe dovuta costruire poco prima della foce del fiume Kwa (detto Kasai), e una seconda più a valle avrebbe inondato tutto il bacino superiore. A conti fatti ci sarebbero voluti 150 anni per il completo allagamento ma insomma…

Venezia è stata oggetto delle attenzioni diSörgel, infatti con le varie dighe e sbancamenti si sarebbe allontanata dal mare di almeno 400 chilometri. Per preservarla come riferimento culturale, pensò ad un’altra diga con un canale che la collegasse alla costa.

Fatta Atlantropa bisognava pure che ci fosse una capitale, una “cosina” piccola da 12 milioni di abitanti progettata da Alexander Popp

Diga delle Tre Gole (Cina)

Naturalmente nessuno pensò ai cambi climatici, ai disastri che si sarebbero potuti verificare a causa del  cedimento di una delle dighe, alla sparizione di isole e al cambiamento anche drastico di molte città ma che vuoi che sia… . Il famoso lago cinese  realizzato sul Fiume Azzurro costruendo la Diga delle Tre Gole è talmente grande e profondo che, a detta della Nasa, con la sua massa d’acqua ha rallentato la rotazione della Terra allungando il giorno soltanto di 0,06 milionesimi di secondo. Il prosciugamento di una parte del Mar Mediterraneo sbarrando lo Stretto di Gibilterra e lo Stretto dei Dardanelli, avrebbe creato un problema: l’acqua sottratta per evaporazione agli abissi del Mediterraneo sarebbe ricaduta sotto forma di pioggia causando l’innalzamento del livello delle acque e il conseguente rallentamento della rotazione terrestre; tutte bazzecole! Studi recenti dicono che se l’impresa di Sörgel fosse stata realizzata, non sarebbero emerse terre fertili, ma una immensa salina sterile, il clima globale ne sarebbe stato perturbato, correnti oceaniche come quella del Golfo avrebbero subito cambiamenti e lo svuotamento del Mediterraneo avrebbe innescato sciami sismici devastanti.

Tutto questo per umanità? Dicono che il nostro Architetto avesse ideali pacifisti, però nel 1938 scrisse  Die drei großen “A”. Großdeutschland und italienisches Imperium, die Pfeiler Atlantropas (le tre grandi A: la Grande Germania e l’Impero Italiano, i pilastri di Atlantropa), con una bella citazione di Hitler in prefazione.

L’idea di prosciugare il povero Mediterraneo è sempre stata accarezzata nel campo della fantascienza. La sceneggiatura del film Star Trek del 1979 indica il prosciugamento del Mediterraneo. Incontro con Rama del 1973 (leggete il libro perché è molto carino) inizia con la caduta di un asteroide in Italia nel 2077, e anche qui il mare è stato prosciugato. Il progetto di Sörgel è citato nella Svastica sul Sole (1962) e nella serie Amazon tratta dal libro. Il romanzo Dramma nelle terre fonde del 1993, presenta una terra alternativa in cui la deriva dei continenti ha prosciugato il Mediterraneo nel Miocene. La stazione volante è invece, in fine, un libro di fantascienza sovietica del 1950 in cui la vittoria nella guerra ha reso l’Europa socialista: la diga di Gibilterra è stata costruita, ma piccoli gruppi di neonazisti nascosti la vogliono distruggere.

L’idea di Atlantropa era suggestiva e ho voluto proporvela. Un saluto da un metro e mezzo

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1 thought on “Atlantropa, ovvero quando i tedeschi volevano prosciugare il… Mediterraneo

  1. Complimenti a Vito Leo per l’articolo molto esauriente e ricco di informazioni.
    Sperando qualcuno legga il commento volevo avere ulteriori notizie rigurdanti il romanzo di cui accenna >> “La stazione volante è invece, in fine, un libro di fantascienza sovietica del 1950” <<.

    Grazie.

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