Aumento tasse regionali per evitare il commissariamento della sanità. Fina, Pietrucci, Menna e D’Amico contro Marsilio: «Pronti alla mobilitazione»

L’AQUILA – “Insulto indecente”, “Più dannosi di un uragano”, “Salasso vergognoso”: queste le parole usate, rispettivamente, dal Senatore Michele Fina e dai consiglieri regionali di opposizione, Pierpaolo Pietrucci e Vincenzo Menna per definire l’aumento Irpef, e pare anche del bolo auto, che Marsilio e la sua giunta si appresterebbe a varare per evitare il commissariamento della Regione sulla sanità.

Un commissariamento che è più che un rischio, visto il mostruoso debito accumulato dalle quattro Asl abruzzesi. Debito altissimo, tasse da record e una sanità che, commenti politici a parte, è il principale problema degli abruzzesi.

E Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale Pd, si spinge fino a indicare come responsabili di questo “fallimento”, Marsilio, Quaglieri e la Verì, chiedendone le immediate dimissioni. I tre esponenti dell’opposizione preannunciano una mobilitazione popolare in tutta la Regione.

«Quello che sta per accadere in Abruzzo è un monumentale e indecente insulto a cittadine e cittadini. Dopo aver ridotto la sanità ai minimi termini, senza farmaci, senza personale, e con un debito di 200 milioni e dopo aver distribuito mance e mancette ad amici e amici degli amici, ora Marsilio si appresta a raddoppiare le tasse sugli abruzzesi.

Michele Fina

Si potrebbe arrivare fino a 100 euro al mese in più di addizionale regionale IRPEF: è uno scandalo – queste le durissime dichiarazioni del Senatore del Partito democratico Michele Fina, in merito all’annunciato aumento delle tasse regionali per ripianare il debito della sanità – ma come si fa a diminuire i servizi e nello stesso tempo a generare un debito di 200 milioni? Semplice: usando i soldi solo per beneficiare i portatori di preferenze.

Ci volevano Marsilio e Fratelli d’Italia per assistere a questa situazione incredibile che scaricherà sui contribuenti abruzzesi anni di gestione clientelare.

Il prossimo 10 aprile il tavolo ministeriale di monitoraggio nominerà un commissario per il ripiano del debito, se Marsilio non porterà a Roma soluzioni concrete per portare in pareggio il bilancio sanitario e così la maggioranza di centrodestra, tra molte divisioni e tensioni, si prepara ad una manovra fiscale pesantissima.

Tutto questo perché lo stesso Ministero, governato sempre dalla destra, non può che bocciare sonoramente la Giunta Marsilio.

L’addizionale IRPEF potrebbe aumentare dal 1,73% al 3,33% e anche il bollo auto e l’Irap potrebbero subire aumenti come annunciato dal Presidente della Regione: così, dopo 6 anni di governo regionale della destra, sarà chiaro a tutti dove ci hanno portato.

Nessun nuovo ospedale, liste d’attesa infinite, hackeraggio dei sistemi informatici, una gestione della pandemia fallimentare e ora anche il rischio di commissariamento da parte del Ministero della Sanità con aumento al massimo livello delle tasse. Fermatevi! – conclude Fina – L’Abruzzo non merita tutto questo!».

«Uno scandalo peggiore di questo non si poteva immaginare – afferma il consigliere reginale Pd Pierpaolo Pietrucci -: gli abruzzesi sono costretti ad avere uno dei peggiori sistemi sanitari d’Italia (l’Abruzzo è terzultimo secondo il Ministero della Sanità!)) e come se non bastasse subiranno il più alto aumento delle tasse possibile. Che vergogna!

Pierpaolo Pietrucci

Praticamente la scellerata gestione di Marsilio, Verì e Quaglieri, in pochi anni ha distrutto la sanità abruzzese peggiorando le prestazioni, aumentando le liste d’attesa, costringendo gli abruzzesi a non curarsi o a farlo andando fuori regione, non ha investito in strutture, personale e tecnologie, addirittura i pazienti devono portarsi da casa le medicine, e pur avendo a disposizione i fondi dell’emergenza Covid e del PNRR, è riuscita a portare il debito sanitario a quasi 200 milioni di euro!

Duecento milioni in pochi anni – prosegue -, dopo che le Giunte precedenti di Chiodi e D’Alfonso erano riusciti ad abbatterlo e a porre fine al Commissariamento.

È un fallimento completo che pagheranno gli abruzzesi col più alto aumento di tasse possibile. Infatti, quando si crea un disavanzo nella gestione delle ASL, entro il 30 aprile dell’anno successivo la Regione deve garantire la copertura integrale del debito con fondi propri di bilancio.

Lo scorso anno, per coprire il disavanzo delle ASL, la Regione ha speso 70 milioni di euro. Quest’anno dovrà spenderne 90. E indovinate chi caccerà questi soldi? Gli abruzzesi. Con l’aumento dell’addizionale regionale all’Irpef, che inciderà sui redditi superiori ai 28 mila euro annui: un raddoppio delle tasse a danno del ceto medio con aumenti fino a 100 euro al mese!

In un solo anno abbiamo avuto l’aumento delle tariffe del Trasporto pubblico locale e il raddoppio dell’IRPEF per due servizi, i trasporti e la sanità, che nonostante l’impegno dei lavoratori sono considerati tra i peggiori.

I responsabili di questo scandalo – accusa Pietrucci – hanno nome e cognome e si chiamano:

  • Nicoletta Verì che ha fatto affondare la Sanità abruzzese e nascosto il buco di bilancio;
  • Mario Quaglieri che finanzia piscine, cimiteri, tornei di biliardino, contributi vari, crea imbarazzo alla maggioranza perché non viene mai, delega tutto alla parte burocratica perché non sa le cose, non viene in commissione perché in vacanza, sulle delibere sulla sanità è sempre assente perché ha paura della incompatibilità. Direi che si guadagna sul campo il titolo di “uomo delle tasse”;
  • Marco Marsilio che si fa i video mentre taglia la legna o si diverte al punching-ball e nel frattempo condanna gli abruzzesi a non curarsi e a pagare più tasse di tutti gli italiani.

Persone che fanno più danni di un uragano. Di fronte a tanta incapacità le dimissioni sono la cosa più dignitosa che possano fare».

«Un vero e proprio salasso si profila all’orizzonte per migliaia di famiglie abruzzesi – dichiara Vincenzo Menna, consigliere regionale di Abruzzo Insieme -. Domani la Giunta Regionale si riunirà per discutere un’ipotesi folle: l’aumento dell’addizionale Irpef fino al 3,33%, il massimo consentito per legge.

Se approvata, questa scelta trasformerebbe l’Abruzzo in una delle regioni italiane con la tassazione più alta, seconda solo al Molise, alla pari con Lazio, Campania e Toscana. Un record amaro, frutto della gestione fallimentare del centrodestra guidato da Marco Marsilio.

Una manovra inaccettabile, che scarica sulle spalle dei cittadini l’inadeguatezza amministrativa della Giunta regionale. L’aumento colpirebbe tutti i contribuenti con redditi superiori ai 28.000 euro – prosegue Menna – con aggravi che andrebbero dai 60 fino a 1.152 euro l’anno.

Vincenzo Menna

Non stiamo parlando di cifre simboliche, ma di una vera stangata che pesa in un contesto economico già difficile per famiglie, lavoratori e imprese. Tutto questo per coprire un deficit della sanità di 67 milioni di euro, frutto di anni di incapacità gestionale e mancanza di programmazione».

Menna ricorda inoltre come «il centrodestra, da sempre paladino della retorica “no tax”, si appresti ora a smentire se stesso, contraddicendo i propri principi fondativi pur di riparare ai propri errori.

Un paradosso che dimostra quanto il re sia nudo: Marsilio non è più in grado di governare, e tenta disperatamente di rimediare con l’unico strumento che ha sempre detto di voler evitare – l’aumento delle tasse.

Rivolgo un appello ai consiglieri regionali di maggioranza: molti di voi hanno già espresso perplessità e contrarietà rispetto a questa ipotesi. È il momento del coraggio e della responsabilità.

Facciamo fronte comune, maggioranza e opposizione insieme, per fermare questa decisione ingiusta e pericolosa. Non possiamo permettere che a pagare il conto di questa disastrosa gestione siano ancora una volta i cittadini abruzzesi.

Serve una visione, non toppe dell’ultimo minuto – conclude Menna -. Serve una programmazione seria, una riforma strutturale della sanità, una gestione oculata delle risorse. Non si risolvono anni di errori con un blitz fiscale. Questa non è politica: è un’ammissione di fallimento».

Questo pomeriggio, poi, si è svolto a Pescara nella sede del Consiglio regionale, l’incontro tra le forze politiche di opposizione del Patto per l’Abruzzo, e le parti sociali, che rappresentano il cuore pulsante della nostra regione. All’incontro hanno aderito 14  sigle, tra sindacati e associazioni di categoria.

«Ascoltare i territori è un elemento cardine della nostra azione politica – ha riferito Luciano D’Amico, che coordina il Patto per l’Abruzzo – a tenere banco, tra le preoccupazioni espresse dalla società civile, lo spettro dell’aumento delle tasse per coprire i disavanzi Asl, a fronte di un sistema sanitario che continua a non rispondere alle esigenze dei cittadini; e le inefficienze riscontrate nelle azioni messe in campo dalla Regione per aumentare occupazione e potere di acquisto della popolazione».

Alle parole di Luciano D’Amico si aggiungono quelle dei Consiglieri regionali di opposizione: «L’incontro di oggi –  affermano – sarà riproposto,  in quanto rispecchia pienamente la nostra visione di Governo, che non può prescindere da un confronto costante e diretto con il tessuto socio economico dell’Abruzzo».