Automotive Abruzzo. La Fiom-Cgil: “La Sodecia di Raiano rischia di chiudere e con i 39 lavoratori di essere delocalizzata a Chivasso nel torinese”

L’AQUILA – La FIOM giudica inaccettabile la scelta spregiudicata di SODECIA di voler chiudere lo stabilimento di Raiano e trasferire attività e lavoratori (39 persone) a 800 km di distanza presso l’omologo stabilimento di Chivasso, nel torinese, come se non ci fossero altre strade da percorrere, quando invece ci sono ancora commesse, seppur ridotte, e ammortizzatori sociali a disposizione.

“La Fiom giudica sbagliata e incomprensibile la posizione promossa dalla Regione Abruzzo di ricorrere alla cassa integrazione per cessazione di attività, di fatto accettando e certificando il percorso di chiusura dello stabilimento SODECIA di Raiano e la conseguente perdita di 39 posti di lavoro sul territorio, invece di sforzarsi di attivare tutti i possibili canali istituzionali, anche nazionali, per evitare che all’interno del nostro Paese i posti di lavoro vengano depredati tra regioni per le scelte di aziende che hanno come unico obiettivo il profitto.

L’accordo che l’azienda propone a suon di forzature di ogni genere è irricevibile perché non fa altro che cristallizzare il danno inferto al territorio abruzzese della Valle Peligna in cui si trova lo stabilimento SODECIA.

La FIOM fa appello all’azienda e tutti i soggetti che nel nostro Paese sarebbero chiamati a fare politiche industriali VERE, affinché venga posto un freno al processo di desertificazione industriale e sociale che sta divorando la Valle Peligna.

Chiediamo il mantenimento delle commesse presso lo stabilimento di Raiano con l’eventuale ricorso ad ammortizzatori sociali come il Contratto di Solidarietà, oppure l’attivazione concreta di percorsi di reindustrializzazione utili al mantenimento dell’occupazione nel nostro territorio.

Come dichiarato in tutte le sedi, come FIOM siamo a disposizione per confrontarci anche su cose difficili, ma non accettiamo l’oscena imposizione che oggi sta prospettando l’azienda, oscena nel merito e nel metodo”.