“Avezzano. Storia della città moderna”. La testa e il cuore nelle radici dell’identità

AVEZZANO – Per il Teatro dei Marsi, vero sold out nella giornata di sabato 25 giugno.

Nel corso della mattina infatti, si è tenuto l’incontro di presentazione del volume che raccoglie gli Atti del V Convegno di Archeologia “Il Fucino e le aree limitrofe nell’antichità” presentato dal prof. Cesare Letta e del quale abbiamo scritto qualche giorno fa.

Nel pomeriggio invece, a chiudere la giornata dedicata ad Avezzano e alla Marsica, la presentazione dell’opera “Avezzano. Storia della città moderna” edito da Radici Edizioni, scritto a più mani e pubblicato grazie al sostegno della Fondazione Nicola Irti.

Il volume narra di Avezzano a partire dal post terremoto del 1915 che, come è ben da tutti saputo, distrusse quasi interamente la città fino ad arrivare ai nostri giorni; dunque Avezzano moderna e contemporanea.

S.E. Monsignor Giovanni Massaro e il dottor Gianni Letta hanno inviato i loro saluti e apprezzamenti per l’evento e il suo contenuto, in quanto entrambi impossibilitati, per impegni inderogabili, a partecipare personalmente.

Presente invece, il Vice Sindaco Domenico Di Berardino, che nel suo intervento,  ha posto l’accento sul valore aggiunto che il libro rappresenta per Avezzano, rivolto a tutti ma soprattutto alle giovani generazioni che poco o nulla conoscono della storia della città.

Per tale motivo, affinchè la conoscenza delle proprie radici rafforzi il legame con il territorio, l’Amministrazione intende donare il volume  alle scuole di Avezzano dove dovrebbe essere studiato e inserito nella didattica.

Sul palco con gli autori, presentatrice dell’evento, la dott.ssa Antonella Valente e l’avv. Giampiero Nicoli, nella doppia veste di saggista e moderatore.

Si diceva che il libro è stato scritto a più mani; ebbene, si contano 12 autori che hanno indagato ciascuno un settore specifico e d’interesse per la città di Avezzano.

L’avv. Nicoli ne ha giustamente individuato  – fil rouge che lega tutti i saggi in un unico volume – la peculiarità: l’interdipendenza che esiste tra  lago-pescatori/pastori-prosciugamento-terra-agricoltori-latifondi-terremoto-post terremoto e le mutazioni geografiche, sociali, economiche e anche culturali sopravvenute in un tempo – a ben guardare – davvero breve, cinquant’anni (più o meno, dal prosciugamento al terremoto) nel corso dei quali si è sicuramente prodotto un cambio di identità, anche legato all’arrivo di tante persone da altri luoghi d’Italia.

Il rigore storico – tiene a precisare Giampiero Nicoli che ha personalmente curato una “Breve storia della città scomparsa” e, a quattro mani, con Antonella Valente il saggio “La scrittura nell’Avezzano moderna. Narrativa poesia e saggistica tra i primi decenni del ‘900 e il terzo millennio” – non è intaccato dal carattere divulgativo dello scritto anzi! è garantito dalla presenza di ben 12 autori.

Quest’ultimi hanno brevemente illustrato i loro interventi nel volume. Accorate ma risolute le conclusive richieste di due studiosi che ci preme porre alla prima attenzione: l’avv. Giovanni Marcangeli, che si è occupato di produrre una prima “Breve storia del Tribunale” ha arringato per il mantenimento del tribunale ad Avezzano, struttura indispensabile anche grazie al ruolo sociale che riveste.

Il critico d’arte Marcello Lucci che, trattando dei “Presupposti e degli sviluppi delle arti figurative in e da Avezzano da fine ‘800 fino al 2020” ha rivendicato per la città, in forza della gloriosa storia e del prestigioso ruolo nell’arte, la definizione di un luogo quale Pinacoteca d’Arte Moderna.

Poi, ultimo, ma non per questo meno importante, ancora un intervento dell’avv. Marcangeli “La sanità e il tempo del COVID-19” per rivendicare – essendo stato nel passato Presidente del comitato di gestione – per Avezzano una nuova e assolutamente indispensabile struttura ospedaliera e il pieno ripristino degli ospedali di Pescina e di Tagliacozzo affinché, costituendosi in rete, possano soddisfare le richieste sanitarie delle 120.000 persone che popolano questo territorio.

La dimensione architettonica-urbanistica della città è stata indagata dall’arch. Patrizia Montuori che ha ricomposto – è proprio il caso di dirlo – dall’ante quem al post quem, spartiacque il terremoto, la ricostruzione della città – “Avezzano ante e post quem. Urbanistica, architettura e trasformazioni, prima e dopo il sisma del 1915” – dai primi insediamenti abitativi lacustri fino a giungere all’età moderna, passando, naturalmente, per il prosciugamento del lago, per il terremoto, per il piano regolatore redatto dall’ing. Bultrini per giungere ai poli architettonici della città antisismica e la partizione del territorio, comprese le frazioni e i borghi abitativi.

Anche in questo lavoro, non manca una indicazione in merito ai possibili recuperi: l’area dell’ex zuccherificio, la ferrovia a scartamento ridotto per il trasporto delle bietole e i fabbricati della Cavallereccia, solo per citarne alcuni.

Si sono poi avvicendati gli scritti dell’avv. Umberto Irti che con il suo lavoro “I campi di prigionia delle due guerre mondiali” ha posto l’accento sull’importanza – soprattutto urbanistica –  delle due aree occupate dai campi e il ruolo di cooperazione svolto dai prigionieri nello sgombro delle macerie nel momento post-terremoto; mentre con il saggio “L’Archeologia ad Avezzano” ci conduce per mano all’interno di una struttura – il Museo lapidario ubicato nei locali seminterrati del Comune di Avezzano –  di cui gran parte degli avezzanesi ignora persino l’esistenza e che conserva invero preziose testimonianze della nostra precedente esistenza, anche di quando eravamo lago.

Il prof. Stefano Bozzi si è dedicato ad una ricerca di area economico-politica “Storia economica di Avezzano. Dai primi del ‘900 ai giorni nostri” che, partita dai dati censuari dell’inizio ‘900 si spingono fino all’odierno e che narrano di una costante e prolifica crescita, economica prima e sociale poi, avviata dalle attività agricole ove alto era il tasso di analfabetismo e giunta a quelle industriali con una percentuale del tasso di diplomati che superava ampiamente sia quello abruzzese sia quello nazionale.

Dello stesso tenore economico-politico il saggio “Dallo zucchero ai semiconduttori: economia e politica ad Avezzano nel ‘900” del prof. Sergio Natalia che si è occupato di farci conoscere la storia di Avezzano ripercorrendo le tappe di un lungo percorso che avviato dalla protoindustria dello zucchero – impiantata dal Principe Torlonia insieme alla Cartiera – attraversa l’epoca degli espropri del latifondo (anni ’50), vede crescere sotto i suoi occhi la nuova Avezzano e la sua trasformazione in capitale dell’agroalimentare.

Per passare poi, alla seconda industrializzazione con la nascita del Nucleo Industriale e la conversione in nodo logistico ( con lo sviluppo di rete ferroviarie e viarie importanti) per giungere infine, ad un terzo momento, cosidetto post-fordista, che porta con sé un parziale abbandono del settore secondario per dedicarsi ai beni materiali e ai servizi alla persona.

Non vengono tralasciati gli istituti bancari e le associazioni economiche bianche della Chiesa, quest’ultima particolarmente vicina al moto della riforma agraria, in particolare con il Vescovo Valeri.

E’ stata poi la volta del prof. Ludovico Ercole che ha trattato “Le scuole e le biblioteche di Avezzano”, di cui si consiglia la lettura dopo il saggio del prof. Bozzi per avere chiaro il quadro di edificazione e riedificazione delle scuole presenti allora e oggi in Avezzano, sostenute da strutture culturali importanti quali sono le biblioteche, prima fra tutte la Biblioteca Comunale che era presente ben prima del terremoto, affiancata dalla Biblioteca “Silone”, dal Centro Studi Marsicani “U.M. Palanza” e dalla Biblioteca Cassinelli nel Tribunale di Avezzano.

Lo scrittore Federico Falcone si è occupato di “Teatro e Musica” narrando di come si sia giunti al Teatro dei Marsi, oggi vero tempio della cultura teatrale e musicale del territorio.

E lo ha fatto ricordando i faticosi e a volte sfiducianti passaggi più o meno dagli anni ’50 agli anni ’70 quando timidamente si affacciano sulla scena le compagnie teatrali avezzanesi – Lanciavicchio e Teatro dei colori – precedute da una prima vicinanza con il Teatro Stabile dell’Aquila che portava i suoi spettacoli presso il Cinema Impero.

Gli attori avezzanesi di oggi – Bruno Maccallini, Lino Guanciale e Daniele Paoloni sono il giusto coronamento dell’attualità.

Altro settore – diciamo di svago e divertimento – è quello dello sport riservato al dott. Domenico Paris  che ha svolto una precisa disamina degli sport maggiormente praticati e significativi per Avezzano dal titolo “Lo Sport”: calcio, atletica leggera, rugby, ciclismo, pugilato hockey su prato, calcio a 5.

Ha chiuso la presentazione, l’intervento del dott. Stefano Pallotta, ultimo solo per dovere di ospitalità, essendo lui Presidente dell’Ordine dei Giornalisti.

Ebbene, il Presidente si è dedicato a trattare “La città dei giornalismi” utilizzando, nel titolo, un termine – “i giornalismi” – ripreso da Angelo Agostini e, attraverso di  esso, offrire una chiave di lettura per una cronaca del giornalismo in Avezzano e, rimanendo fedele al termine, sviluppare la trattazione a partire dal giornalismo di lotta fino al giornalismo digitale, passando momenti storici cruciali che hanno caratterizzato e segnato indelebilmente il giornalismo italiano e quindi anche quello avezzanese.

Le diverse sezioni e capitoli possono essere letti nell’ordine proposto dagli autori e dall’editore, per tematiche di interesse, per nodi concettuali o ancora per ambiti di trattazione.

Non importa quale sia la scelta di lettura. Il volume deve esser letto.

Potrebbe anzi, servirà senz’altro a sentirci meno orfani generazionali e di memoria e più figli di una terra che è stata ed è ancora generosa con coloro che la abitano.

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