Avezzano. “Storie della città uccisa…”

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Inchiesta di Giovanni Maria De Pratti

AVEZZANO – Martedì sera, 16 ottobre 2019, squilla la sigla in comune con “Via col Vento”… Cinque minuti e inizia il racconto, va in onda il servizio televisivo realizzato ad Avezzano che mostra una Città di ragazzi dediti solo ad alcol e droghe al sabato sera…

     Già al mattino dopo scoppia l’inferno delle più o meno giuste proteste, anche per le minacce anonime all’indirizzo di giovani praticanti la politica che son state fatte. Con una certa calma, derivante dal desiderio di capire, vediamo di affrontare la questione!

     Vediamo di raccogliere, innanzitutto, delle impressioni fra la gente, le persone perché una Città è fatta di gente, individui, persone, giovani e meno giovani…

     Una prima domanda, critica, viene da G.D.: “A chi può interessare in fondo di gettare fango su una città? Forse a chi vuole lasciarla fuori dai giochi? Forse a chi vuole svilirla per rubarle tutto, anche l’onore? Sicuramente c’è qualcosa che andrebbe indagato e a fondo…
Sono decenni, comunque, che una certa “politica” di stampo e retaggio “feudale” mira a gestire il potere regionale distruggendo le realtà che potrebbero inficiare quel potere…

     L’immediata risposta viene da L.I.: “Esiste una capacità perversa di complicare i problemi, che è stupefacente: il dramma, da prospettato, è nell’indagine del perché della divulgazione di notizie e non nella ricerca delle cause della formazione di orde di selvaggi…
Ma perché giriamo sempre intorno ai problemi?

     M.D.G. osserva: “…Più di qualcuno vede in questa cosa un’azione pilotata, perché per eccellenze che abbiamo sul nostro territorio come telespazio, eccellenze in campo sportivo (abbiamo un campione italiano di box nella nostra città) ed altre, nessuno ne ha mai parlato, per eventi di atti vandalici e perché alcuni ragazzi il sabato bevono un po’ troppo andiamo a finire in telegiornali nazionali e sulla Rai. Porta a porta uno degli ultimi servizi che ha fatto in Abruzzo è stato per il drammatico evento dell’Aquila e sono passati alcuni anni. In tutti questi anni non è successo niente nella nostra città che abbia avuto un’importanza tale per andare su telegiornali nazionali?. Siamo passati per la città dove tutti i ragazzi si ubriacano e tutti si drogano, a me non sembra, ma forse mi sbaglio…

     Ancora P.A. riporta: “…Quel poco che sappiamo del Conduttore ci autorizza a pensare tutti i reconditi e perversi motivi che lo abbiano potuto spingere a mandare in onda un servizio del genere. Però…. Chi lo ha commissionato? Non credo che alla Rai non dormano la notte per l’ansia di fare un servizio su Avezzano. Qualcuno, anni fa, si risentì fortemente perché in uno spot pubblicitario si domandava :”Avezzano? E dov’è?” ritenendo un’offesa imperdonabile il non sapere, a Milano, Genova, Torino… dove fosse Avezzano. Questa volta di voci indignate, onestamente, ne ho sentite ben poche…

     T.L. compie una riflessione diversa: “…Tutti i torti non li ha: da quel servizio Avezzano ne è uscita come paese selvaggio alla mercé di giovani balordi che, oltre al bere e drogarsi, distruggono ogni cosa trovino sulla loro strada!

     Interessante è il punto di vista di P.G.: “…Come diceva il cardinale Ruffinim a Palermo o giù di lì, “la mafia non esiste è un invenzione del continente per danneggiare la Sicilia “… Capisco lo spirito di campanile ma la domanda non dovrebbe essere “perché hanno mandato in onda Avezzano?” ma “perché anche ad avezzano accadono queste cose?”. La notte ad Avezzano è terra di nessuno, con vigili urbani inesistenti nell’attività di prevenzione, PS e CC sottodimensionati, NO GO Zone in alcune aree della città… Che poi le polemiche le alimentino quelli che hanno amministrato negli ultimi 15 anni appare surreale e che vi siano risse alla stazione lo sanno tutti da 10 anni, che nella zona di via Garibaldi vi sia di tutto la sera, lo stesso… Non parliamo di piazza degli spacciatori o del palazzaccio. sono anni che chiediamo di mettere i vigili in giro la notte ma, il loro numero aumenta sempre, e la prevenzione è sempre meno…

     Come si può ben vedere, esistono punti di vista diversi e alcuni indicano che i realtà dei problemi esistano davvero e siano gravi in misura preoccupante.

     Ed ecco le altre voci.

     B.A. osserva assai diffusamente che “…Dico la mia. E lo dico a ragion veduta, specie a chi ha la fortuna di vivere in una bella villetta in periferia oppure in un quartiere decentrato tranquillo e non interessato da vite inutili che si aggirano annoiate a far danni. La polemica innescata dal servizio di Porta a Porta e che ha suscitato lo sdegno di molti cittadini di questa bella città io proprio non la capisco né la difendo. Per chi come me vive in mezzo allo schifo quotidianamente, quel servizio non mi scandalizza né mi offende nella dignità di Avezzanese. Semplicemente perché è la realtà. Soprattutto dal venerdì alla Domenica, ma anche nei giorni feriali, il centro, tutto, si riveste di alcool, grida, botte, musica assordante, danni a macchine, citofoni, arredi urbani, immondizia lasciata per terra con disprezzo…

     L’osservazione è dura, ma il Parroco della Cattedrale denuncia da anni, ormai, che il sagrato o gli spazi accessori esterni della Cattedrale siano una sorta di pattumiera notturna dove vengono lasciate bottiglie, cicche e via dicendo…

     Ricorda anche che il cortile del Palazzaccio, a poco meno di venti metri dalla stazione dei Carabinieri e dal Comando Compagnia CC di Avezzano, è terra di nessuno alla notte!

     Il servizio televisivo è di Francesco Panella che è tornato nella sua città di origine, Avezzano, con giornalista, troupe e regista, per documentare la vita dei giovani della provincia e il loro rapporto con alcool. Come riporta su FB, “…Non è stata un’esperienza semplice. Il resoconto domani sera (scrive il giorno 15) su Rai1, a Porta a Porta, in un orario che indicherò appena saprò la scaletta della puntata. Mi auguro che questo lavoro possa accendere un riflettore sulla questione, a mio avviso piuttosto urgente. I giovani sono il futuro, e quello che ho visto e vissuto non è affatto confortante…

     Nella figura lo screenshot dalla bacheca di FB.

      L’Autore del servizio riporta sempre su FB: “… Le critiche per cosa? Ora lo ripeto per l’ultima volta: il servizio fa parte di una serie di mini inchieste sull’uso dell’alcool tra i giovanissimi, a certificare i dati dell’istituto superiore di Sanità che dichiara un consumo molto più elevato rispetto al passato. Sono state selezionate città e province italiane, la scelta di Avezzano è puramente casuale. Non ci sono secondi fini, non c’è nulla di nulla se non la cronaca di una serata nella città, così come realmente si è svolta…

     Veniamo ora alla Città: quarantamila abitanti circa, un centro storico quasi imbalsamato da scelte urbanistiche quanto meno fuori luogo, nel senso che non cercano di armonizzarsi con la realtà delle necessità della Città che poi sono quelle dei suoi abitanti; centinaia di bar in luogo di punti di incontro dove sia possibile una diversa socializzazione; una politica distratta dal cercare solo affari e alleanze stracittadine che mirano solo ad accrescere la stabilità del potere consolidato da decenni e posto nelle mani di chi ha visto in Avezzano e nella Marsica terra di conquista e da sfruttare col consenso dei suoi distratti abitanti e la complicità dei suoi governanti.

     Esiste un più o meno vasto movimento di opinione che è relativo alla mobilità sostenibile, alla citta sostenibile, ma che non sembra attento al reale problema dell’incontro, della creazione di luoghi atti alla riunione.

     Il Montessori doveva essere una sala polivalente e forse è divenuta solo una speciei di deposito librario, perché una biblioteca dovrebbe essere aperta al pubblico…

     Un tecnico progettista ha sostenuto che la Piazza Risorgimento, la pedonalizzazione all’intorno, fossero condizioni per avviare una nuova socializzazione cittadina fuori dei social network di rifugio quotidiano…

     Ma la socializzazione reale, quella fatta di rapporti, di relazioni, di discussioni, di incontri, di proposte e di azioni comuni non nasce certo solo nel ritrovarsi in un bar, tanto è vero che ci sono esempi di bar dove si sviluppano delle specie di club ove ci si incontra per stare insieme e praticare giochi di ruolo e da tavolo. Inoltre, di recente sta ricreandosi una aggregazione politica giovanile che può lasciare immaginare possibili sviluppi interessanti. Dal 2006, grazie a festival letterari, presentazione di libri, nuove iniziative culturali, un teatro sempre più diffuso, si avverte l’esistenza di un interesse destato nella Città, verso la cultura, l’incontro, la partecipazione, con frequentazioni sempre maggiore di eventi tra i più vari.

     E’ nato un caffè letterario, una libreria si è attrezzata per avere spazio per fare presentazioni librarie.

     Esistono orchestre giovanili.

     Ora di queste cose nel servizio di Porta a Porta non v’è traccia, però il problema esiste perché i ritrovi sono segnati da schiamazzi notturni che sono sempre più segnalati. Tuttavia, dire che ciò sia la maggioranza non è molto onesto intellettualmente parlando. Magari il servizio non l’ha detto: ma era una inchiesta come quelle di Report oppure era un semplice servizio di denuncia?

     Occorre analizzare le cause del fenomeno, se si vuole avere una visione più ampia e dettagliata. Molte delle cause risiedono nel fatto che ci sono una scuola ed una politica distratte, genitori acquiescenti e assenza di strutture di incontro che non siano i quattrocento bar cittadini…

     E’ una cosa solo: assenza di programmi, assenza di proposte ed attenzione per la Città e le sue necessità, ovvero quelle dei suoi cittadini!

     Ora, ditemi tutti: cosa rispondiamo a Porta a Porta?

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