Avezzano verso le Comunali. Crescenzo Presutti: “Scoperta la congiura di Fratelli d’Italia contro De Angelis”

L’ex vice sindaco stigmatizza gli ex “amici” trasformatisi in inflessibili “nemici”. E a sinistra non va meglio…

AVEZZANO – C’era una volta la politica, ora c’è il caos, ben organizzato e diretto, ma sempre caos.

Era inevitabile che, arrivando a novembre, vista la campagna elettorale permanente che vive questo paese, si dovesse iniziare ad aprire il file Elezioni Comunali di Avezzano. Un file con tre anni di anticipo, vista la caduta dell’Amministrazione De Angelis l’8 giugno scorso.

Roberto Alfatti Appetiti (sx) e Massimo Verrecchia (dx)

E la polemica da lì a ripartita con l’ultimo ex vice sindaco di Avezzano, Crescenzo Presutti, che ha stigmatizzato il comportamento, politico e personale, di alcuni personaggi prima alleati di De Angelis e che poi, dopo in qualche modo averne favorito al caduta, si sono riuniti sotto le insegne di Fratelli d’Italia, organizzati, diciamo così, dal Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, per elevare u muro contro la possibile ricandidatura dello stesso De Angelis col centrodestra.

Contro Presutti, ovviamente, la levata di scudi di Fratelli d’Italia e degli interessati in prima linea, ovvero Massimo Verrecchia, ex consigliere comunale di De Angelis prima di venire “annegato” dall’anatra zoppa ed attuale segretario del Presidente della Regione Marsilio, Roberto Alfatti Appetiti, attualmente nella segreteria e staff comunicazione dello stesso Marsilio dopo esser stato fino all’ultimo portavoce di De Angelis, e Etelwardo Sigismondi, coordinatore regionale di Fd’I, che ha definito “stucchevoli insinuazioni” quelle dell’ex vice sindaco di Avezzano.

Crescenzo Presutti

Ma Presutti non ci sta e replica con una lunghissima ed infuocata dichiarazione che riportiamo integralmente: “Touchè, come si usa dire nella scherma e per utilizzare una metafora sportiva, tanto cara ad Appetiti, ex portavoce del sindaco De Angelis ed ora coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.

La veemente e scomposta reazione degli avezzanesi Appetiti e Verrecchia, ora al soldo dell’Aquila, non fa che confermare ciò che è sotto gli occhi di tutti: la caduta dell’amministrazione De Angelis era preordinata dalla politica aquilana che aveva imposto con un documento, addirittura protocollato agli atti del Comune, quale dovesse essere l’azione amministrativa che la Città di Avezzano avrebbe dovuto seguire.

La dichiarazione di Etelwardo Sigismondi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, che tenta di bollare come insinuazioni stucchevoli quanto da me dichiarato, anche sulla base di quel documento che venne sottoscritto dal Sindaco dell’Aquila e da altro esponente di rilievo del medesimo partito, Quintino Liris, evidenzia il tentativo di una parte politica aquilana di mettere le mani sulla nostra Città attraverso la compiacenza di alcuni sleali consiglieri di allora e di quelli che, il giorno dopo il “golpe”, con il trasformismo del quale sono indubbiamente professionisti, già occupavano la solita comoda poltrona.

Sulla coerenza e sulla credibilità dei due transfughi, Appetiti e Verrecchia, si potrebbe scrivere un libro, magari con prefazione dei coordinatori regionali di Fratelli d’Italia e Lega, sicuramente ignari, di ciò che lo stesso Appetiti, ora coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, postava sul suo profilo social soltanto il primo dicembre 2017: “ …della Meloni, la supercazzola del sovranismo con svolta fascioleghista e la riesumazione di un’improbabile coalizione di “moderati”?. Ma un passetto indietro tutti..no? ”. Oppure, con buona pace degli alleati leghisti, in data7 febbraio 2018: “Da uomo di “destra”, posso dire che trovo ributtanti slogan come “prima gli italiani” o, peggio, “padroni a casa nostra”? E ancora, sempre con riferimento agli alleati della Lega: “Salvini non ha alcun titolo per parlare della Patria. Ciampi poteva piacere o non piacere, ma i giganti restano giganti e i nani, per quanto baccano possano fare, rimarranno sempre nani” (16 settembre 2016) e, infine, “No, Matteo Salvini non lo voterei. In nessun caso. Neanche fosse l’unico candidato. Insomma, davvero non rimane che questo miserabile folklore di quel plurale, solidale e originale patrimonio culturale?” (13 novembre 2016).

Credo che tutti gli avezzanesi debbano essere chiamati a raccolta per difendere l’autonomia della nostra amata Città e dell’intero territorio dalle ingerenze aquilane e bollare i soliti vecchi politicanti nostrani che, senza scrupolo, hanno fatto sì che Avezzano venisse commissariata e che, ancora oggi, tentano di isolare un Sindaco democraticamente eletto, sempre fieramente avverso a tali logiche perverse ed al quale vorrebbero imputare addirittura la paternità delle dichiarazioni del sottoscritto, ex amministratore e non uomo di partito.”

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