Bandiera e saluto fascista, studenti minorenni girano un video in un liceo di Sulmona e lo pubblicano sui social: scattano perquisizioni in casa e sequestro dei cellulari
SULMONA – Un video girato a scuola nel quale fanno il saluto fascista ed esibiscono una bandiera del regime, poi postato sui social: scattano, quindi, le perquisizioni nelle case di alcuni studenti, minorenni, di un liceo di Sulmona. Le forze dell’ordine recuperano la bandiera e sequestrano telefoni cellulari.
Sulla vicenda interviene, con un post su Facebook, lo stesso liceo che, a proposito dell’inchiesta condotta “dalla Procura del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, esprime piena fiducia nell’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, e conferma la propria collaborazione con le autorità competenti per l’accertamento dei fatti”.
La scuola, si legge ancora, “condanna con assoluta fermezza qualsiasi gesto, comportamento o simbolo riconducibile a ideologie totalitarie, alla discriminazione o all’incitamento all’odio. Tali manifestazioni sono in totale contrasto con i principi della Costituzione, con la missione educativa della Scuola e con i valori di rispetto, inclusione e cittadinanza che quotidianamente promuoviamo”. L’istituto, prosegue il post, “avvierà ulteriori percorsi di riflessione per ribadire l’importanza della memoria storica, del rispetto delle differenze e dell’uso responsabile dei social media”.
Il consiglio di classe e la dirigente annunciano che “procederanno con le dovute sanzioni disciplinari e le conseguenti azioni educative, coinvolgendo le famiglie interessate. L’obiettivo resta quello di trasformare il deplorevole episodio in un’occasione di crescita e consapevolezza. Confidiamo che il lavoro della magistratura chiarisca rapidamente ogni responsabilità personale, evitando indebite generalizzazioni che possano ledere l’intera comunità scolastica, la quale si distingue da sempre per il valore formativo, la partecipazione civica e la promozione della cultura della Legalità”.
E’ notizia di oggi che il video potrebbe essere stato girato durante la settimana di celebrazione del Giorno della Memoria.
Secondo quanto si apprende, infatti, la classe incriminata aveva chiesto, e ottenuto, di poter svolgere un’assemblea il 31 gennaio.
Potrebbe essere stato quello il momento in cui hanno immortalato il gesto fascista esponendo anche una bandiera con i simboli del regime. Le immagini, su cui sta indagando la procura minorile dell’Aquila, sono finite anche sui social. Ieri le forze dell’ordine hanno perquisito le abitazioni di alcuni studenti, tutti minorenni, rinvenendo la bandiera utilizzata nel video e sequestrando dispositivi elettronici, tra cui i telefonini degli indagati.
Fatti che hanno lasciato “basiti e sconvolti” il corpo docente e la dirigenza scolastica. Gli studenti coinvolti, una classe composta da 19 ragazzi e ragazze, avevano chiesto di svolgere un’assemblea di classe il 31 gennaio, richiesta poi autorizzata e condotta a porte chiuse, con i docenti nei paraggi. Sarebbe stato questo l’unico momento da inizio anno in cui i ragazzi sarebbero stati senza il controllo diretto dei docenti per l’assemblea di classe.
“Noi come scuola facciamo della Memoria uno dei nostri cardini – spiegano dall’istituto – e la coltiviamo durante tutto l’anno, con iniziative e progetti”.
