Blitz dell’animalista Enrico Rizzi a Roio: trovati cavalli morti o morenti e animali in abbandono in un’area privata. Salvata una cavalla agonizzante

L’AQUILA – Animali morti, animali morenti o fortemente provati da abbandono e incuria, stato igienico-sanitario a dir poco terribile: questo è lo scenario che ieri, benché domenica, si è trovato davanti Enrico Rizzi, noto attivista italiano pe ri diritti degli animali, in una sorta di struttura non meglio definibile a Roio, nella zona di L’Aquila.

Rizzi era stato allertato da alcune segnalazioni che, peraltro, avrebbero fattos eguito anche una un intervento precedente delle Guardie Agroforestaleìi della sezione di L’Aquila proprio nello stesso sito.

La Guardia Agroforestale italiana ODV ETS distaccamento L’Aquila, stando a quanto si è potuto apprendere, in quell’occasione si è imbattuta in un recinto di equini detenuti in condizioni deplorevoli, senza cibo, con escrementi e fango fino alle ginocchia.

Da fuori il recinto si riusciva a vedere chiaramente l’interno, dove giaceva un cavallo morto nel fango. Inoltre, a pochi chilometri di distanza, si è scoperto un altro sito, utilizzato come deposito per carcasse di cavalli deceduti, con due cadaveri di cavalli lasciati a suolo e Senza interramento.

A prima vista, e anche notando che qualche animale ha iniziato a depredarne uno, si pensa che siano li già da tempo, il fatto, già in quell’occasione, è stato portato a conoscenza della Asl1 e alla Procura di L’Aquila.

Enrico Rizzi

Ma le cose, stando a quanto ha affermato lo stesso Rizzi nel corso di una sua diretta Facebook di ieri, non sarebbero affatto mutate e, quindi, come suo solito, si è portato sul posto e documentato tutto. Immediatamente sono intervenuti Polizia e Carabinieri Forestali che hanno subito chiamato la Asl1 per far intervenire il veterinario.

Ma, trascorrendo del tempo, ed essendoci un cavallo che rischiava di morie e altri animali in evidente difficoltà, alla fine sono arrivati veterinari e volontari per affrontare intanto l’emergenza. Rizzi ha avuto parole di fuoco, alle quali ha aggiunto la dichiarazione di procedere a denunciare tutto alle autorità, nei confronti del titolare dell’area, ma anche della Asl1, rea, a suo dire, di essere a conoscenza della situazione, ma di non essere intervenuta.

In serata, poi, lo stesso Rizzi ha annunciato la possibile soluzione della vicenda, per lo meno per quanto riguarda gli animali superstiti: “Ho sentito telefonicamente Sonny Richichi di HP Italian Horse Protection e Nicole Berlusconi (nipote di Silvio Berlusconi, figlia del fratello Paolo, nota attivista per i diritti degli animali).

Nelle prossime ore verrà comunicato alla Asl Veterinaria di L’Aquila l’immediata disponibilità delle loro associazioni a prendere in custodia giudiziaria diversi animali a seguito dell’intervento di ieri.

Adesso la Asl non perda ulteriore tempo perché ieri è stato confermato il reato di maltrattamento e la gravissima situazione igienico sanitaria.

Sequestri immediatamente l’intera area, tutti gli animali e agisca per tutelare gli stessi e la salute pubblica dei cittadini. A quell’allevatore va revocata qualsiasi autorizzazione sanitaria”.

Non resta che sperare, dopo tanto clamore che, indagini della Procura di L’Aquila e di Polizia e Carabinieri Forestali, in questa occasione la Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila voglia intervenire in modo deciso e con fermezza.