Cambio della guardia alla presidenza regionale Abruzzo Unicef: Ilio Leonio subentra a Manuela Persico. L’intervista
AVEZZANO – Dal 25 marzo, i Presidenti Provinciali, su convocazione della Presidente Nazionale Carmela Pace e su nomina del comitato direttivo nazionale, hanno dato seguito all’assegnazione della nomina di Presidente Regionale Abruzzo al prof. Ilio Leonio che raccoglie posizione ed eredità di Manuela Persico, presidente uscente.
E’ una nomina che porta con sé un carico di lavoro non indifferente, soprattutto considerando il delicato momento – di guerre ma anche di calamità naturali – che alcune parti del mondo stanno vivendo e di cui sono sempre i più deboli – anziani e bambini – a pagare il costo più alto. Ora, chi conosce il prof. Leonio sa che 42 anni della sua vita sono trascorsi tra cattedra e banchi e poi dietro la scrivania del dirigente; sempre presente, sempre disponibile, sempre accogliente qualunque scuola abbia diretto, impegnandosi sempre in prima persona affinché la scuola crescesse, i suoi studenti potessero vivere serenamente l’ambiente di apprendimento e i suoi docenti, insieme con il personale scolastico, potessero svolgere il loro lavoro impiegando nel migliore dei modi abilità personali e pratiche specialistiche
La dedizione, la competenza – professionale ma prima umana – gli è stata riconosciuta dall’Ass.ne Naz.le Presidi che per 12 anni lo volle alla presidenza provinciale; dall’USR Abruzzo che lo individuò come referente unico presso il Ministero dell’Istruzione, per la riforma dei Licei e come Coordinatore dell’Osservatorio Provinciale per la prevenzione della dispersione scolastica; dalla Prefettura di L’Aquila e dal Consiglio Regionale Abruzzo che lo nominarono Membro del Consiglio Territoriale per l’immigrazione e della Consulta Regionale per l’immigrazione.

Ancora poi, ha prestato la sua opera come Collaboratore e redattore della rivista “La Vita Scolastica” – Giunti Editori; come tutor in presenza e on line dei neo dirigenti immessi in ruolo nei concorsi ordinari e riservati; come formatore, per conto dell’IRRSAE d’Abruzzo e dell’IPRASE di Trento, degli Uffici Scolastici Regionali dell’Abruzzo, del Veneto, del Lazio, della Campania, dell’Istituto Tagliacarne (UNIONCAMERE) di Roma, di varie organizzazioni, aziende e associazioni professionali.
L’UNICEF – l’ultimo (o forse il penultimo, chissà?) dei suoi importanti impegni – nel 2017 lo ha nominato Presidente del Comitato Provinciale e, senza tema di smentita, in questi 8 anni ha continuato a profondere il suo tempo e le sue energie ad organizzare eventi, attività, incontri e tavole rotonde affinché i bambini e gli adolescenti della regione, dell’Italia e del mondo occupassero sempre il primo posto nei pensieri e nelle azioni degli adulti, genitori, docenti, politici e di chiunque, a diverso titolo, fosse a loro vicino.
La recentissima nomina comporterà indubbiamente l’assunzione di maggiori responsabilità e di compiti gravosi, alcuni interconnessi con la figura del Presidente nazionale, di cui può essere rappresentante nei tavoli istituzionali o nominato ad interim per le funzioni di presidente provinciale o del Comitato provinciale in caso di crisi o di necessità; altri specifici, come curare i rapporti e la comunicazione con le istituzioni, enti ed associazioni di livello regionale, nominare degli specialisti su tematiche strategiche, che operano temporaneamente e gratuitamente, presiedere le riunioni dei Volontari nei Comitati provinciali e promuovere il Piano di formazione per i Volontari della regione e con essi, anche diversi altri oneri, diciamo più burocratici e legati all’aspetto gestionale.

Abbiamo raggiunto telefonicamente il neo Presidente Regionale Ilio Leonio e gli abbiamo rivolto alcune domande:
- Come ha accolto la notizia della nomina a Presidente Regionale Abruzzo UNICEF?
Con preoccupazione, con ansia e con grande senso di responsabilità perché gli impegni da assumere sono davvero gravosi, anche con riferimento al difficile momento che milioni di bambini, vittime delle guerre, senza cure, senza cibo, senza scuola, in fuga dalle loro case e dalle famiglie, stanno attraversando. Nel contempo, però, accolgo con gioia questo nuovo impegno perché solo con l’entusiasmo e l’ottimismo è possibile aprire nuovi orizzonti.
- Nella organizzazione dei suoi impegni e dei suoi interventi il Presidente Regionale è legato al Nazionale o conserva un margine di autonomia? Se così fosse, quali settori dell’infanzia e dell’adolescenza verranno coinvolti e con quali tematiche?
La mission dell’Unicef, che è diretta emanazione dell’ONU ed è presente in 190 nazioni, ha carattere universale e internazionale. In questa visione, i Comitati Nazionali hanno importanti e significativi margini di modulazione delle attività e degli interventi sulle specifiche situazioni. Allo stesso modo i Comitati Regionali hanno la responsabilità di declinare localmente la missione dell’Unicef e di adattare le iniziative alla realtà e ai bisogni dell’ambiente.
Il massimo impegno iniziale sarà dedicato al progetto “Scuole per i diritti” dei minori (fino allo scorso anno scolastico “Scuole Amiche”), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione. Abbiamo iniziato un percorso nelle carceri, con protocolli di intesa, e nei luoghi di accoglienza dei minori non accompagnati.
- Per le zone del mondo in cui imperversa la guerra ormai da tanto, troppo tempo e per anche per quelle colpite da calamità naturali e terremoti – ultimo quello della Thailandia – quali interventi predispone l’UNICEF?
Proprio in questi giorni stiamo allestendo la campagna di raccolta fondi, denominata “IO CI SONO”, per dire che l’Unicef c’è per i bambini del Sudan, che soffrono la fame estrema a causa della carestia, per i bambini di Gaza e dell’Ucraina, la cui vita è stata sconvolta dalla guerra, per i milioni di bambini che non hanno accesso ad acqua pulita, che rischiano di morire per malattie come colera e tifo, per i bambini che hanno bisogno di vaccini salvavita contro il morbillo e la poliomielite, per i bambini che non possono andare a scuola, privati del loro diritto all’istruzione e di un futuro migliore.
In questi giorni, poi, stiamo affrontando l’emergenza determinata dal violento sisma del Mianmar. Noi siamo già sul campo e stiamo facendo tutto il possibile per fornire kit di primo soccorso, distribuire acqua potabile e cibo, allestire rifugi per le famiglie rimaste senza casa.
Le nostre risorse sono state subito impiegate, ma servono più fondi per poter rispondere alle urgenti necessità dei bambini e delle loro famiglie.
- Volutamente ho omesso, nell’elencazione dei compiti, quello che la vedrà, entro il 20 ottobre predisporre il Piano d’azione e il Piano di formazione dei volontari per l’anno successivo; cosa c’è per loro e per chi prendesse la decisione di dedicare parte della propria vita e tempo all’UNICEF?
Quella dell’Unicef è una rete diffusa ed estesa di volontari, che in tutto il mondo si prodiga per portare aiuto ai minori in difficoltà. Ora questa rete ha bisogno di essere ampliata, formata e ritessuta permanentemente e già in Provincia dell’Aquila stiamo approntando un vero e proprio progetto di advocacy, di supporto attivo e promozione della missione dell’Unicef presso la pubblica opinione. Cosa c’è per chi prendesse la decisione di dedicare parte della propria vita e tempo all’UNICEF? C’è la soddisfazione di fare qualcosa per amore e di dare un contributo per modificare quella che ormai io chiamo da molto tempo la “geografia del dolore e dell’orrore” che coinvolge milioni di bambini in tutto il mondo.
