Cannonate fra opposizione al Comune di Capistrello e Sindaco Ciciotti, rinviato a giudizio per turbativa d’asta, concussione e corruzione, sul Consiglio straordinario
CAPISTRELLO – Guerra di comunicati, bordate senza esclusione di colpi, è tronata la tempesta al Comune di Capistrello, ammesso che ci sia stata quantomeno bonaccia, fra Sindaco e opposizione.
A scatenare tensioni e conflitto, la richiesta della minoranza di tenere un Consiglio straordinario alla luce del rinvio a giudizio di Franco Ciciotti, e altre quattro persone, per turbativa d’asta, concussione e corruzione. Consiglio nel quale decidere anche l’eventuale costituzione come parte civile da parte dell’ente.
La nota del Sindaco di Capistrello: «Non può e non deve essere messo in dubbio il principio di innocenza»
«“Tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio”, così esordisce la nota dell’opposizione, eppure l’art.27 comma 2° della Costituzione della Repubblica Italiana, richiamato implicitamente nel ridetto comunicato, di fatto non viene osservato nella critica avanzata nei confronti del sindaco, che dovrà essere giudicato con un processo il cui primo grado, da celebrarsi dinanzi al Tribunale di Avezzano, è ancora da tenersi.
La reiterata “strumentalizzazione” di fatti e situazioni per mera convenienza di parte, che la stessa opposizione si affretta a definire “modo di fare politica che non ci appartiene”, trova massima espressione in una deprecabile nota ufficiale che rappresenta l’ennesimo ingiustificato attacco alla maggioranza e, in particolare, al primo cittadino, creando di fatto insanabili contrasti all’interno della comunità di Capistrello.

Con la mozione avanzata, i consiglieri di minoranza Chiara Di Felice, Dina Bussi e Vittorio Silvestri, sembrerebbero ignorare che non rientra nelle funzioni del Consiglio comunale, anche tramite richiesta di convocazione urgente, l’approvazione di una mozione per la costituzione di parte civile.
Corre obbligo evidenziare, per altro, che la richiesta di costituzione di parte civile era già stata avanzata dai medesimi consiglieri di minoranza nell’anno 2020, che avevano ottenuto formale ed esaustivo riscontro da parte del sindaco e dal segretario comunale.
È bene ricordare a quanti credano il contrario, – ha spiegato Francesco Ciciotti – che non spetta all’imputato dimostrare la sua innocenza, ma è compito della Pubblica Accusa dimostrarne in giudizio la colpevolezza.
Fino alla c.d. irrevocabilità della sentenza, che forma il giudicato penale, non può e non deve essere messo in dubbio il principio di innocenza, sancito, inoltre, anche nell’art.6 comma 2° della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Non è affatto difficile incorrere in vicende giudiziarie quando si amministra un Comune con fermo impegno e senza risparmiarsi, cosa evidentemente misconosciuta ai consiglieri d’opposizione.
Contesto recisamente i contenuti diffamatori volti a ledere la mia persona e il mio ruolo istituzionale, troppo spesso oggetto di attacco da parte di una minoranza immotivatamente accanita e distruttiva nei miei riguardi – ha replicato il sindaco -.
Per completezza di informazione, colgo l’occasione per rendere noto alla cittadinanza che sono già stato denunziato ben oltre 50 volte da un ex dipendente comunale e circa 15 in forma anonima, in ambiti diversi, esposti dai quali mi difenderò nelle competenti sedi. Segnalo, inoltre, che frequentemente mi preoccupo di adempiere alle interrogazioni quotidiane dei consiglieri Silvestri, Di Felice e Bussi.
Mi domando allora – conclude Ciciotti – se può essere questo l’interesse politico della minoranza, per fare propri e risolvere i problemi della nostra comunità».
L’immediata risposta dell’opposizione: «Ciciotti in passato ha deliberato la costituzione di parte civile contro ex amministratori, poi assolti»
La controreplica dell’opposizione non si è fatta attendere e, a strettissimo giro, è subito arrivata in redazione: «Paese vittima di una situazione gravissima. Subito il Consiglio comunale.
La risposta del sindaco Ciciotti alla nostra richiesta di convocazione del consiglio comunale è inaccettabile e offensiva per il ruolo istituzionale dei consiglieri comunali.
Innanzitutto, la costituzione di parte civile non è un attacco personale verso nessuno, ma rappresenta piuttosto l’esercizio di un diritto/dovere a cui il Comune, e quindi la Giunta ed il Consiglio comunale, non possono sottrarsi.
Ciciotti questo lo sa bene, anche se fa finta di dimenticarlo, perché proprio lui in passato ha deliberato ripetutamente la costituzione di parte civile contro ex amministratori, poi assolti, da accuse che proprio lui, con le sue denunce, aveva avanzato.



In secondo luogo, va chiarito, laddove ce ne fosse bisogno, che Ciciotti è imputato in un processo penale in quanto rinviato a giudizio non dalla minoranza del comune di Capistrello, bensì dal Tribunale di Avezzano su richiesta della Procura della Repubblica, a seguito di articolate indagini dell’arma dei Carabinieri, per i reati di corruzione, concussione e turbativa.
Non è l’opposizione ad aver fatto denunce, a differenza di quanto fatto da lui in passato, e non è l’opposizione che ha disposto il rinvio a giudizio.
Al contrario, noi abbiamo sottolineato che tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio e lo ribadiamo.
Non solo questo, auguriamo anche che Ciciotti sia in grado di dimostrare la sua estraneità rispetto a fatti gravissimi che gettano un’ombra di discredito sul comune.
E glielo auguriamo perché siamo convinti che il paese abbia bisogno di serenità, di voltare pagina e di chiudere una fase dolorosa, inaugurata dalle denunce firmate da lui e dal suo vice sindaco quando erano all’opposizione.
In ultimo, riteniamo che il Sindaco non possa in alcun modo dichiarare quando e se si debba convocare il Consiglio comunale, essendo questa una prerogativa dei singoli consiglieri e del Presidente del Consiglio, ruolo vacante da sei mesi e ricoperto dal vice sindaco dopo le dimissioni dell’avv. Elisa Di Giacomo.
Quindi si convochi immediatamente la seduta e si dia la possibilità a tutti di esprimersi.
Al contrario, saremmo di fronte ad un atto arbitrario, volto ad impedire la normale vita democratica dell’ente e ad impedire un atto doveroso quale la costituzione di parte civile a tutela dell’amministrazione comunale». è quello che riguarda il post processo.
Una sola notazione tecnico-legale. Il problema che potrebbe porsi è quello che riguarda il post processo. Fermo restando che si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, e con sentenza passata in giudicato, in agguato, nel malaugurato caso di una condanna in I Grado, si riproporrebbe il tema egli effetti automatici della legge Severino che prevede la sospensione dalle funzioni dell’Amministratore. E questo, coem noto, sarebbe un danno per tutti.
