Capitale Cultura, Albano (Pd): “In Commissione conferme ai nostri timori, gravi ritardi nei bandi ed eventi concentrati in estate”

L’AQUILA – “C’è un pesantissimo ritardo nei bandi per l’organizzazione degli eventi e ancora non viene neppure pubblicato quello per i comuni del cratere nell’ambito della Capitale italiana della cultura, che si ridurrà ai soli appuntamenti estivi. I nostri timori che abbiamo più volte denunciato, hanno avuto conferma giovedì in Commissione, richiesta dal sottoscritto, dove sono stati auditi l’assessore Ersilia Lancia e il dirigente del settore competente, Fabio De Paulis”.

Lo afferma il capogruppo del Partito democratico al Consiglio comunale dell’Aquila Stefano Albano.

“Siamo oramai quasi alla metà dell’anno e ancora non vengono pubblicati gli esiti dell’avviso Restart-Filone B2 rivolto alle associazioni culturali locali”, spiega Albano, “mentre monta il malcontento tra i sindaci del cratere, inclusi quelli di centrodestra, per il solito accentramento nelle mani di Biondi che li ha esclusi da qualsiasi collegialità nelle scelte anche nel progetto rivolto proprio ai loro comuni”.

“Tra le domande che poniamo pubblicamente e che abbiamo rivolto a De Paulis”, prosegue il capogruppo del Pd, “ci sono quella che intende chiarire che fine faranno i progetti presentati nel bando B2 che erano stati pensati per i primi mesi dell’anno: il dirigente ha affermato che sono state ricevute 48 domande delle quali 14 ritenute ammissibili alle quali si aggiungono circa 33 soccorsi istruttori di cui 24 positivi e finanziati tutti tranne 3. Ebbene, quasi a maggio, questa è la prova che il programma è ancora incompleto, soprattutto della parte che doveva stimolare dal basso la partecipazione dei cittadini”

“Insomma, la nostra preoccupazione che il programma si sarebbe ridotto ai soli mesi estivi è sempre più concreta”, fa osservare il capogruppo del Pd, puntando l’indice contro una “partecipazione quindi del tutto scarsa e insufficiente, se pensiamo che il B2 che, come detto, era dedicato alle realtà più piccole e però dinamiche e creative, ancora non viene inserito nel programma, mentre l’avviso Restart-Filone C, quello dedicato alle iniziative previste per i comuni del comprensorio, ancora non viene nemmeno pubblicato”.

“L’assessora Lancia in commissione ha detto che alcuni percorsi partecipativi li stanno attivando adesso, e che sono tali percorsi ad aver contribuito ai ritardi dei bandi, affermazione che appare quantomeno surreale se pronunciata il 23 aprile dell’anno della Capitale”, prosegue Albano.

“Insomma”, prosegue il capogruppo del Pd, “siamo al solito copione: programma incompleto e di difficile fruizione, nessuno sa di preciso cosa e quando si svolgerà e questo è fatale per l’attrattività turistica”.

“Significativo, a questo proposito, l’intervento di Daniele D’Angelo durante il dibattito in Commissione, che a nome di decine di operatori del turismo che operano nelle aree periferiche della città, ha denunciato una contrazione di presenze e prenotazioni in questo anno, segnalando oltretutto che in diversi hanno chiuso le proprie strutture, specie nei giorni infrasettimanali, perché i costi di apertura sarebbero controproducenti, e che dei turisti pervenuti finora, solo pochissimi erano a conoscenza che L’Aquila fosse Capitale della Cultura, evidenziando un enorme problema anche in capo alla comunicazione, sebbene anche su questo sia stata stanziata una somma di 1 milione e 200mila euro, dedicata esclusivamente alla promozione della Capitale”.

“Salta all’occhio inoltre che, su un budget complessivo per Capitale cultura di 11 milioni e 320mila euro – come dichiarato dall’assessore Ersilia Lancia –  i bandi dedicati alle istanze dal basso vedono solo 325mila euro assegnati al B2 e 150mila al filone C. Una dotazione decisamente insufficiente se l’obiettivo era quello di coinvolgere il territorio”, rileva Albano.

“A tutto ciò si aggiunge il nuovo progetto ‘L’Aquila città territorio’, presentato dall’amministrazione in collaborazione con l’Usrc, che ha un plafond di 2 milioni direttamente gestiti dal Comune, di cui andranno a bando 1 milione e 200mila, sebbene Lancia e De Paulis non abbiano saputo fornire tempistiche chiare nemmeno su questo. Nel frattempo però, mentre i bandi latitano, da questo progetto sono stati assegnati in via diretta dal Comune 75mila euro alla Fondazione Magna Charta di Gaetano Quagliariello per un non meglio precisato progetto di integrazione fra AI e cultura. Riteniamo quindi indispensabile che venga adeguatamente misurato anche il ritorno che l’investimento di oltre 11 milioni di euro in un solo anno frutterà nel decennio a venire”.

“Abbiamo sempre sostenuto che la Capitale della Cultura rappresenta una grande opportunità per la città, che il 2026 può essere l’occasione per rafforzare una vocazione culturale che per decenni ha reso la città un modello nazionale, a patto che non venga ridotta a un semplice cartellone di eventi effimeri. Pertanto abbiamo sempre fatto proposte, che l’amministrazione non ha mai raccolto, ma al contempo dobbiamo denunciare ciò che non funziona” conclude Albano, sottolineando come “l’investimento di 11 milioni di euro non può essere un’occasione sprecata, occorre che lasci un ritorno nel tempo, che si costruisca dunque un meccanismo strutturale. Per esempio la presenza di laboratori e workshop con protagonisti nazionali del mondo della cultura e dell’arte avrebbe potuto garantire un maggiore coinvolgimento, soprattutto dei più giovani”.