“Carovana dei Diritti” della Cgil a Sulmona. Carcere e ospedale simboli dello Stato che non va

SULMONA – Prima tappa oggi della “Carovana dei Diritti” della Cgil provinciale dell’Aquila. Primo approdo di questo tour virtuale dei diritti negati in giro per l’Abruzzo interno, è stata Sulmona e due luoghi simbolo in tema di diritti: il Carcere di massima sicurezza e l’Ospedale dell’Annunziata.

Il carcere di Sulmona è storicamente afflitto da carenze organiche e strutturali: pochi agenti penitenziari, psicologi, giudici-pedagoghi e spazi in più, sia per il personale che per i detenuti.

L’ospedale, come emerso l’anno scorso nella prima fase della pandemia, ha mostrato la corda, sia per quanto concerne la struttura, sia per quanto riguarda servizi e personale carenti e inadeguati al territorio.

Una delegazione della Cgil-Fp e Cgil provinciali, ha incontrato il Direttore del carcere sulmonese, Sergio Romice, il quale si è mostrato sensibile e attento alle istanze e alle problematiche che gli sono state evidenziate.

“Carcere e ospedale di Sulmona hanno mostrato gravi carenze organiche e strutturali a danno dei diritti di operatori, utenti e territorio”

«Romice ha condiviso ampiamente le nostre serie preoccupazioni – dicono Francesco Marrelli e Giuseppe Merola della Cgil – , anche alla luce della veemente aggressione fisica avvenuta ieri sera a carico di tre poliziotti penitenziari. A loro esprimiamo la massima solidarietà. Attualmente nel carcere ci sono 400 detenuti, con un discutibile ampliamento della capienza, vista la prossima apertura del padiglione detentivo. Aumento che avrà ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sulle già precarie condizioni di vivibilità della popolazione detenuta. Le carceri, come da sempre sostiene la Cgil, devono essere ambienti di riabilitazione e con condizioni lavorative sicure per tutti».

Subito dopo l’incontro nel carcere, la “Carovana dei Diritti” ha fatto tappa all’Ospedale dell’Annunziata, incontrando anche qui lavoratrici e lavoratori della sanità.

I sindacalisti della Cgil hanno raccolto situazioni critiche rispetto a carenza di personale, sicurezza sui luoghi di lavoro, riorganizzazione rete ospedale/territorio, investimenti e giusta tutela per i lavoratori precari e quelli degli appalti.

«La sanità merita l’apertura di una seria discussione sulla medicina territoriale e che risponda efficientemente ai bisogni delle nostre comunità – riprendono i due sindacalisti – che rivendicano un sistema di salute di prossimità. Inoltre,  si rivendica la classificazione dell’ospedale in HUB di 1° livello effettivo e concreto. Nei prossimi giorni, ci saranno altre tappe nella valle subequana, avendo sempre la capacità radicale di chiedere il riconoscimento dei diritti, per rendere libero l’essere umano nella sua dignità. Ripartire dai bisogni delle persone – concludono Marrelli e Merola – ed assicurare i principi di equità, giustizia sociale e solidarietà».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.