“Case dell’Amore” per i detenuti e caserme vecchie per a Polizia penitenziaria. La protesta di Nardella e Laurenti della Uil-Pa
I due sindacalisti irritati dall’indifferenza di politici e amministratori per le condizioni nelle carceri a L’Aquila e Avezzano
L’AQUILA – Se si sono trovati i soldi per le “Camere dell’Amore” riservate dai detenuti, a maggior ragione si trovino i fondi per realizzare nuove caserme per gli agenti penitenziari. Soprattutto per L’Aquila e Avezzano.
Sono queste, in sintesi, le motivazioni che hanno dotto i segretari regionale e provinciale della Uil-Pa, Mauro Nardella e Cristiano Laurenti, a scrivere una lettera aperta nella quale si motiva il senso della loro irritazione.
Situazioni di lavoro e di vita al limite della sopportazione, strutture vecchie o inesistenti, ambiente di lavoro sempre più difficile.
I due sindacalisti, quindi, ora chiedono che chi di competenza si attivi per migliorare le condizioni degli agenti penitenziari in servizio nelle carceri di L’Aquila e Avezzano.
Così come fatto per migliorare le condizioni di esistenza in carcere dei detenuti.
Questo il testo della lettera di Nardella e Laurenti.


«Dopo la notizia appresa dagli organi di stampa dello stanziamento di 28 milioni di euro per l’implementazione delle cosiddette camere dell’amore – affermano il segretario regionale Mauro Nardella e il segretario Provinciale dell’Aquila Cristiano Laurenti della Uil-Pa Polizia Penitenziaria – , cresce sempre più la rabbia di non veder raccolto l’invito avanzato in tempi non sospetti dalla UIL di realizzare due nuove caserme riservate agli agenti della Polizia Penitenziaria in quel delle carceri dell’Aquila e Avezzano.

Noi non contestiamo la scelta fatta di riservare parte dei fondi ricavati dalla tassazione degli italiani per la realizzazione di alcove riservate ai detenuti (la responsabilità delle scelte fatte dai parlamentari la demandiamo agli elettori), ma – sottolineano i due dirigenti della Uil – la mancanza di attenzione nei confronti dei baschi blu per ciò che attiene, tra le tante cose, la mancanza di una caserma agenti adeguata ai bisogni dei pendolari.
Lo stiamo dicendo da anni e non ci stancheremo di farlo fino a quando non otterremo risposte. La mancanza di posti per favorire il pernottamento degli agenti oltre ad essere foriero di malcontento tra gli stessi non favorisce due determinanti cose:
- l’invio in missione in caso di necessità di agenti se non al costo di somme esorbitanti da mettere in conto per l’occupazione di camere alberghiere;
- il depotenziamento degli istituti di pena in quanto non avere a disposizione agenti di notte accessibili direttamente dalle caserme insistenti negli istituti potrebbe non consentire un adeguato pronto intervento in caso di emergenza.

Un miglior trattamento umano della pena, al quale la UIL non si contrappone (ammesso e non concesso che l’umanizzazione sia accondiscendenza di ogni richiesta), non può non prevedere un miglior trattamento anche nei confronti di chi la pena la gestisce attraverso il suo lavoro.
Chiediamo quindi sia agli amministratori competenti che ai parlamentari preposti al reperimento delle somme (così come fatto per le camere dell’amore) – concludono Nardella e Laurenti – di farsi carico delle richieste avanzate e favorire, quindi, l’implementazione di due nuove caserme agenti per le carceri in questione».
