Caso Celano. Piccone prometteva utilità in cambio di favori sessuali

CELANO – Terremoto al Comune di Celano, iniziamo il racconto, documenti alla mano, di quello che ha portato agli arresti e alla maxi-inchiesta che sta travolgendo l’Amministrazione Santiilli.

Il procedimento trae origine dalle sommarie informazioni testimoniali, rese da Calvino Cotturone, segretario del PD, consigliere di opposizione, il quale ha riferito di aver presentato diversi esposti presso la Procura della Repubblica di Avezzano in ordine a irregolarità da parte dell’Amministrazione comunale di Celano, sia precedente che attuale, tese a favorire persone vicine agli amministratori, con evidente vantaggio economico per questi ultimi e conseguente consenso elettorale per i politici locali.

E sono pesanti anche le parole del segretario del Pd Abruzzo Michele Fina che, in merito all’inchiesta in corso nel centro marsicano, ha dichiarato: “I fatti contestati a Filippo Piccone, al sindaco di Celano Santilli e ad altri sono di una gravità inaudita. Quelli di natura sessuale, se confermati, sono ancora più vomitevoli.”

Tra i vari capi d’imputazione, quelli sicuramente con maggiore risonanza sociale, sono proprio questi ultimi, quelli di natura sessuale, che coinvolgono in particolare il consigliere comunale, Filippo Piccone. Dalle intercettazioni e dalle microspie piazzate nel suo ufficio, si rilevano due fattispecie delittuali.

LA PRIMA

La prima fattispecie rispecchia quella del 319-quater del codice penale, il cui incipit recita “Induzione indebita a dare o promettere utilità“. Secondo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari – Maria Proia – infatti, risulta che l’ex senatore, quale Consigliere presso il Comune di Celano, con abuso della sua qualità di pubblico ufficiale e dei correlati poteri, prospettava un vantaggio indebito – ovvero l’aumento (non dovuto) delle ore settimanali di lavoro che a stessa, quale dipendente dei una Cooperativa di lavoro, prestava presso il comune di Celano – e la induceva a prestazioni sessuali a suo favore. Così come riportato nell’ordinanza: “I due si baciavano in bocca, mentre Piccone ne era eccitato”, “Piccone la baciava in bocca e sul collo, l’abbracciava e le toccava più volte i glutei, l’attirava di nuovo a sé e la baciava di nuovo in bocca, quindi si toccava più volte le parti intime dinanzi alla donna, mostrandole la propria erezione, la spingeva verso il muro e le metteva una mano sul suo pene”.

LA SECONDA

La seconda invece è “Istigazione alla corruzione“, per il quale, sempre da quanto riportato dal Gip, Piccone sollecitava l’altra parte a promettergli favori sessuali, dietro l’impegno di farle vincere un indicendo concorso pubblico per l’assunzione di personale presso il Comune di Celano. Nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso, resta lo sgomento di un comunità, basita dalle accuse mosse nei confronti di un’amministrazione che in questo modo appare poco trasparente nonché rea sotto più punti di vista.

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