Caso “Famiglia del Bosco”. Perplessità sulla tutela del benessere dei minori dalla Garante De Febis e dal Presidente del Consiglio regionale Sospiri
L’AQUILA – Caso della “Famiglia nel Bosco” di Palmoli, l’ultima decisione del Tribunale dei Minori, ovvero quella di cambiare nuovamente struttura ai bambini e allontanarli dalla madre, suscita la reazione del Garante regionale per i minori e del Presidente del Consiglio reginale, Lorenzo Sospiri.
La Garante dei Minori, avvocato Alessandra De Febis, pur rispettando le decisioni dell’organo giudiziario, fa rimarcare le perplessità per una serie di decisioni che potrebbero impattare in modo rilevante sulla stabilità emotiva degli stessi bambini soggetti a continui stress psicologici e cambiamenti, difficili da assorbire anche per un adulto.
Questa la nota della Garante De Febis: “Desidero innanzitutto chiarire che il ruolo della Garante per l’infanzia e l’adolescenza non prevede poteri procedurali o decisionali rispetto ai provvedimenti adottati dall’autorità giudiziaria o dai servizi sociali. La funzione dell’Autorità garante è infatti di controllo, vigilanza e garanzia dei diritti dei minori, e non consente di intervenire materialmente nei procedimenti o nell’esecuzione dei provvedimenti stessi.
Ciò premesso, non posso nascondere la mia sorpresa e la mia preoccupazione per quanto avvenuto, in particolare per le possibili conseguenze sul piano psicologico ed emotivo dei minori coinvolti.
Negli ultimi mesi questi bambini hanno già affrontato un cambiamento radicale della propria vita, con l’allontanamento dal loro contesto familiare e l’inserimento in una casa famiglia. Dai riscontri che mi sono stati riportati, i minori avevano iniziato a dimostrare segnali di adattamento alla struttura e al nuovo contesto di vita, iniziando gradualmente ad ambientarsi.
Lo ribadisco, come ho fatto fin dall’inizio di questa vicenda: il bene primario da tutelare deve essere la salute psicofisica dei minori. È necessario che ogni decisione che li riguarda tenga conto prima di tutto della loro stabilità emotiva e del loro equilibrio.
Non è pensabile che bambini già così gravemente esposti a cambiamenti e situazioni traumatiche vengano caricati di ulteriori shock, con nuovi stravolgimenti della loro quotidianità, dopo aver già cambiato radicalmente vita solo pochi mesi fa.
Continuerò, nell’ambito delle mie competenze, a monitorare con attenzione questa vicenda, affinché i diritti e il benessere dei minori restino sempre al centro di ogni valutazione”.
Sulla vicenda interviene anche il Presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che esprime la posizione dell’Istituzione regionale: «Di fronte a quanto accaduto il 6 marzo non possiamo che esprimere una forte e assoluta contrarietà rispetto a modalità che rischiano di incidere ulteriormente sulla stabilità e sull’equilibrio di minori.
Come istituzione regionale riteniamo indispensabile che ogni decisione che li riguarda tenga conto prima di tutto della loro condizione e della necessità di garantire continuità, protezione e stabilità».
