Celano – Bene i Giudici, ma da soli non bastano. Serve democrazia.

“Per quanto riguarda la situazione scottante di Celano mi sento di dire un po’ di cose. Ovviamente toccherà alla magistratura fare chiarezza e dimostrare nelle sedi proprie la colpevolezza delle persone coinvolte e, giustamente, l’eventuale innocenza, mi auguro, almeno di parte degli indagati.” Si esprime così Vittoriano Baruffa, segretario di Rifondazione Comunista.

“È giusto tuttavia, come segretario di un Partito che ha sempre lottato per la libertà e la verità, esprimere la mia posizione su quanto emerge dalle inequivocabili intercettazioni telefoniche e dalle accuse che hanno travolto l’amministrazione appena subentrata. Le accuse sono gravissime e non consentono, in alcun modo, un prosieguo sereno nel governare la nostra città, intaccando non poco l’onore dell’intera Celano. Aldilà delle questioni prettamente penali, sulle quali non è mia competenza entrare nel merito, manifestando vicinanza alle famiglie coinvolte, non posso non dire che Celano ha urgente bisogno di una guida solida, autorevole e nella pienezza delle sue funzioni.”

Continua poi: “Sono fortemente preoccupato per la fase di stallo che si è creata e chi si va prospettando, con la conseguente paralisi amministrativa che abbiamo di fronte, con le relative ricadute per il tessuto sociale, economico e produttivo di Celano, le quali impongono, al Sindaco e all’attuale maggioranza, un bagno di umiltà e un gesto di responsabilità: le dimissioni aprirebbero da subito una fase nuova e consentirebbero una piena operatività della macchina comunale ed una fase nuova che aspettavamo da tempo.”

Stigmatizzando le varie catene a sostegno dell’amministrazione da parte di alcuni miei concittadini, ma anche di esponenti della maggioranza, in barba alla pura verità e ad uno dei principi cardini della nostra democrazia, ossia che la legge è uguale per tutti, comportandosi altresì in un modo a dir poco omertoso in una sceneggiata degna dei migliori film di Francis Ford Coppola – conclude – manifesto, semmai ce ne fosse bisogno, vicinanza  al Segretario Calvino Cotturone e lo ringrazio vivamente per avere avuto il coraggio, che a tanti è mancato, un po’ forse anche a me, e l’onestà intellettuale, di denunciare, facendo in primis quello che ognuno dovrebbe fare da cittadino e uomo libero.”

Si pronuncia sulla questione anche Raffaele D’Agata, esponente di potere al popolo Abruzzo: “Bisogna essere grati ai giudici, naturalmente. Ma soprattutto non bisogna subire, mai più. Senza aspettare che siano i giudici a intervenire. Perché non è semplicemente di cose legali che abbiamo bisogno. Abbiamo innanzitutto bisogno di cose giuste. E per avere cose giuste serve politica buona, serve democrazia, serve lotta. Lotta per il lavoro come diritto e non come favore, per diritti e non precarietà nel lavoro, per risorse pubbliche adeguate che siano alimentate da una fiscalità equa e destinate a veri bisogni pubblici sotto controllo popolare.”

Continua: “I ricatti di Piccone e compagnia sono stati possibili grazie ai tagli alla spesa pubblica e alle possibilità di lavoro dignitoso che subiamo da anni.  Di ciò sono responsabili tutti i partiti che ora confessano il loro accordo di fondo sull’essenziale sostenendo il governo Draghi:  e anche  chi adesso si atteggia ad oppositore come il partito  neofascista del sindaco di Celano coinvolto nell’inchiesta (attualmente al primo posto nelle cronache giudiziarie riguardanti casi di corruzione).”

“È tempo di togliere fiducia a questa parvenza di politica, a finti partiti simili piuttosto a lobby e comitati d’affari, a finti critici della cosiddetta “casta” e tagliatori di “poltrone” che hanno soltanto tagliato un altro po’ di democrazia.” Conclude infine: “È ora di riprenderci la politica vera. Di riprenderci la democrazia.”