Celano celebra Tommaso: memoria viva di Francesco nell’Anno Francescano

CELANO – Si è svolto ieri con grande partecipazione, presso il Castello Piccolomini, il convegno “Francesco uomo e Santo – Il ritratto di Tommaso da Celano”, che ha confermato il profondo legame storico e spirituale tra Celano e il Poverello di Assisi.

Promosso e moderato dall’avv. Silvia Morelli, Presidente del Consiglio comunale, l’incontro ha visto la presenza di autorevoli relatori e rappresentanti istituzionali, tra cui Padre Enzo Fortunato, S.E.R. mons. Giovanni Massaro, il prof. Giuseppe Falanga, il Sindaco ing. Settimio Santilli e la Consigliera provinciale Cinzia Contestabile. Suggestivo l’intervento dell’attore Corrado Oddi, protagonista del film Parola di Tommaso.

Particolarmente significativo l’intervento del Vescovo Giovanni Massaro, che ha richiamato la lettera inviata il 29 agosto 1960 da Papa Giovanni XXIII a mons. Domenico Valerii in occasione della riapertura della chiesa di San Francesco a Tagliacozzo e della ricognizione canonica delle spoglie di Fra Tommaso.

Il Vescovo ha sottolineato come, nell’Anno Francescano indetto da Papa Leone XIV per l’VIII centenario del transito di San Francesco d’Assisi, non sia possibile «celebrare Francesco senza riconoscere il ruolo decisivo di Tommaso da Celano, suo primo e fervido biografo. Nella lettera, Giovanni XXIII ne tratteggia un profilo essenziale ma profondo: frate, figlio della sua terra, autore appassionato e testimone credibile».

La custodia delle sue spoglie, affidata alla Chiesa dei Marsi, richiama la responsabilità della comunità locale nel mantenere viva una memoria che appartiene alla Chiesa universale. La recognitio del 1960 e la Peregrinatio dell’urna sono state interpretate come gesti teologici: il corpo del frate non è semplice reliquia, ma segno di una santità incarnata.

Il messaggio conclusivo è stato chiaro: Tommaso non è solo il narratore di Francesco, ma uomo che ha vissuto le virtù di povertà, obbedienza e carità. Custodirne la memoria significa onorare chi ha consegnato alla storia e alla fede il volto autentico del Santo di Assisi, rinnovando per Celano un “debito di riconoscenza” che è insieme responsabilità e grazia.

Foto di Vincenzo Cerasani