Centrosinistra rilancia sugli aiuti: «Orgogliosi di aver costretto la maggioranza a dare finanziamenti. Ma occorre arrivare almeno a 10 milioni»

L’AQUILA – «Cinque milioni di euro sono qualcosa, così come un milione per le associazioni sportivi e 3.5 milioni di euro per la vita indipendente, ma non basteranno per sostenere al meglio famiglie e imprese, con la manovra finanziaria regionale è necessario portare almeno a 10 milioni il fondo degli aiuti a famiglie e imprese, così come trovare ulteriori risposte per tutto il mondo dello sport e attivare la rimodulazione delle risorse senza obbligazione per aiutare meglio anche le imprese», rilancia il centrosinistra in una nuova conferenza stampa tenutasi stamane a L’Aquila in presenza dei consiglieri dei gruppi PD, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto.

«È solo grazie al senso di responsabilità che abbiamo dimostrato come opposizione e alla nostra insistenza che siamo arrivati agli stanziamenti decisi l’altra notte e che il centrodestra ha scoperto l’esigenza di dover aiutare famiglie e imprese.

A quanti spacciano per propria tale iniziativa, ricordiamo che da un anno chiediamo interventi a sostegno degli abruzzesi e che a settembre molti di coloro che cercano ora di mettere la propria firma su un provvedimento che abbiamo proposto noi, hanno votato contro gli aiuti, bocciando la nostra risoluzione.

La Regione Abruzzo avrebbe continuato a rimanere inerte se non avessimo portato noi in Consiglio con tre emendamenti le proposte approvate e con le battaglie in Commissione, che sono solo una minima parte di quello che l’Ente avrebbe potuto e dovuto fare con le coperture possibili.

Di fronte alla crisi energetica abbiamo visto un centrodestra spento e, soprattutto, fermo – riprendono i consiglieri Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani –.

Se in questi due anni abbiamo avuto un atteggiamento responsabile, collaborando pur di dare risposte alla collettività, ora alzeremo vere e proprie barricate finché non saranno date risposte ai mondi che soffrono di più la crisi energetiche e che hanno bisogno di aiuti adesso, dalle famiglie alle imprese, dallo sport al commercio, fino ai soggetti più vulnerabili.

Da mesi e mesi denunciamo le difficoltà che queste dimensioni vivono, abbiamo cercato di scuotere il Governo regionale in tutti i modi, senza ottenere altro che chiusure, per questo siamo ricorsi all’ostruzionismo e lo faremo ancora, sempre più duramente.

È stata una estrema ratio che ha funzionato, perché non accadeva nulla di concreto e positivo per sostenere questa parte di popolazione abruzzese che sta vivendo davvero in condizioni difficili, prima per la pandemia, ora per il caro energia.

Ma vogliamo considerarlo solo un primo passo, perché tutti riteniamo che si debba e si possa fare di più già con la legge di bilancio e la manovra finanziaria che ci apprestiamo a varare.

A tale fine e prima di chiudere il bilancio è necessario avere cognizione dell’entità delle risorse riprogrammabili, cosa che avevamo già chiesto da tempo all’Esecutivo e su cui non abbiamo ad oggi avuto alcuna risposta. In questo modo sarà possibile dare un aiuto fattivo anche alle imprese e i commercianti, perché non è pensabile che si lascino le attività abruzzesi in balia del periodo più difficile di sempre, dando solo i fondi decisi in aula.

Né si può pensare di rivendicare come propri traguardi pensati, costruiti e ottenuti da altri, com’è stato con le risorse per famiglie e imprese che abbiamo reclamato e che dopo essere state a lungo in bilico durante i lavori dell’ultimo Consiglio, sono state approvate perché abbiamo duramente insistito e che, va sottolineato, sono una minima parte dei 93 milioni di euro possibili previsti dal nostro emendamento originario.

Marsilio cominci a pensare davvero e seriamente alle famiglie e agli abruzzesi che ha ignorato finora, lo faccia perché è il presidente di tutti, non solo quello di quanti potranno votarlo, perché la maggioranza degli abruzzesi (il 53 per cento) non è di destra».