C’erano una volta i leader politici, ora ci sono i… photoshop. Il caso della Meloni e dei suoi candidati sindaci alle comunali: una chitarra e cento illusioni
AVEZZANO – La politica moderna ci ha abituati un po’ a tutto, dai partiti identificati con una persona, ai movimenti che diventano partiti, ai partiti che si fondono pur provenendo da storie diverse, a personaggi che, indispettiti da un risultato elettorale andato male o da una leadership persa, si fondano il proprio partito.
E dire che nelle intenzioni di Mariotto Segni nel 1992, dopo la funesta tempesta di Tangentopoli, l’idea era quella di abbattere la prolificazione dei partiti che, invece, si sono moltiplicati alla velocità della riproduzione cellulare. Oddio, tanti ne nascono e tanti ne muoiono, ma comunque sempre un gran bel movimento.
In tutto questo, ovviamente, anche la comunicazione politica è cambiata radicalmente. Se una volta c’erano gli Andreotti, i Moro, gli Spadolini, gli Almirante, i Berlinguer e i Craxi che giravano personalmente, e senza risparmiarsi, tutto il paese, nei “territori” per sostenere partito e candidati, oggi, invece, ci sono le foto… ritoccate o replicate in copia.
Questo è quello che parrebbe intuirsi dall’ultima comunicazione di Fratelli d’Italia ad Avezzano e a Chieti. Il partito di maggioranza relativa in Italia, infatti, in queste consultazioni comunali, ha dapprima fatto una giornata con il Presidente Meloni impegnato/a a fare foto con i candidati Sindaci del suo partito, regolarmente pubblicizzate a dovere, e poi le stesse foto (riscontrabili dallo stesso abbigliamento e stessa location), spacciate per nuovi incontri per sponsorizzare, almeno ad Avezzano e a Chieti, i due candidati sindaci Cesareo e Sicari.
Ma anche il miglior fotoshop, la più sopraffina elaborazione con l’AI o il replicare foto vecchie spacciandole per nuove non riesce a mascherare i dettagli che poi rivelano la verità. E la verità, a parte lo sconsolante sotterfugio, è che il Presidente Meloni viene chiamata, come le accade ad ogni elezione, in ultimo al Referendum, cercare di salvare la patria in difficoltà.
Ma non solo. Nella fretta di creare immagini sensazionali o che dovrebbero indurre l’elettore a votare per questi candidati, non si tiene conto che il messaggio che ne viene fuori è esattamente l’opposto: siamo il partito della Meloni votate come se ci fosse lei, e ciò a dire che i candidati presentati da soli non possono reggere l’urto.
Peraltro, nel caso di Cesareo, c’è anche da ricordare che veniva presentato come “indipendente” ma, a rigor di logica, conseguentemente alle foto, quella vera e quella “riciclata”, la rivendicazione di Fratelli d’Italia toglie del tutto la patente di indipendenza.
Quel che è peggio, poi, è la relazione con i cittadini trattati come dei poveri sprovveduti: è grave che si sia fatta una operazione del genere per poi spacciare inesistenti incontro sui programmi e mai avvenute visite alla Meloni.
Pur sapendo che in campagna elettorale si usa di tutto, siamo del parere che non si ingannano i cittadini elettori con false visite e mai avvenuti incontri sul programma o su altro che, in ultima analisi, riguarderebbe proprio la vita delle persone.
Senza contare che da parte dei partiti nazionali come FdI, la critica ai “civici” è quella di mascherarsi dietro al civismo, per contenere al proprio interno tutto e il contrario di tutto, senza riflettere che il civismo puro prescinde dalle appartenenze partitiche, rivendicando il valore primigenio e più importante della Politica, ovvero l’agire “nell’interesse della Polis”, ovvero per il bene di tutti.
Insomma, una sorta di “nascondino politico” riuscito come quando, da bambini, si giocava a quel gioco, ma ci si nascondeva dietro a un palo della luce e si finiva per essere “tanati” per primi.
