“Col…mare le distanze”, la mostra-laboratorio di Stefano Alisi a Ci vuole un villaggio – ArtGallery

Stefano Alisi e Beniamino Cardines

Una splendida macchina di bellezza e pace, quella che ha messo in moto Ci vuole un villaggio – ArtGallery in collaborazione con AP/ArteProssima – pinacoteca d’arte contemporanea che, sotto la direzione artistica curatoriale di Beniamino Cardines prosegue la sua artistica corsa, questa volta con una esposizione “COL… MARE LE DISTANZE” dell’artista Stefano Alisi che si terrà nei giorni sabato 3 e domenica 4 dicembre dalle ore 17.

Sabato 3 dicembre ci sarà l’inaugurazione e un “Laboratorio di disegno” tenuto dal M° Stefano Alisi, rivolto a ragazzi e ragazze, bambini e famiglie, adulti.

Domenica 4 dicembre, in collaborazione con Urban Frip Pescara si terrà un Fashion Show di abiti vintage d’alta moda, a cura di Mirko Galante e Daniele Piccirilli. In collaborazione con La Casa di Cristina onlus, Bibliodrammatica aps, Prossimità alle Istituzioni, Eracle aps.

Si tratta di un evento che, come detto, si inserisce a pieno titolo nella programmazione culturale ideata da Ci vuole un villaggio aps che si qualifica sempre più come un luogo accogliente ed includente che persegue il bene-essere attraverso discipline innovative e wellness, unite a cultura, arte contemporanea e letteratura.

Dal canto suo, Alisi spiega la sua prospettiva e la sua azione artistica: ” L’Arte deve essere in grado di “mescolare le carte”; non deve rappresentare lo “status quo”, che sia naturalistico o astratto.

L’Arte deve rompere la catena dei significati esistenti per offrire sempre una nuova visione del Mondo. Perché l’arte, attraverso la rappresentazione del Bello, getta un taglio di luce profondo su ciò che potremmo considerare l’essenza della vita umana.”

E Beniamino Cardines, direttore artistico, rinforza il suo dire: “C’è molto da scoprire nei quadri di Stefano Alisi. Bisogna chiedersi: che cosa sta accadendo? Dove ci vuole portare il pittore? Ogni suo quadro è un piccolo mondo dove affacciarsi e cercare una collocazione.

Piccoli mondi dove cercare rifugio, dove vorremmo entrare per stare, magari giocare o magari semplicemente farne parte perché è bello così.

Siamo di fronte a un’arte della libertà, un’arte liberata alla quale tutti possono partecipare. I suoi quadri invitano alla democraticità, all’inclusione, al dialogo interculturale. Una forma di dialogo, di confronto, di pacificazione proprio attraverso il linguaggio artistico.”