Commozione, solidarietà e rabbia al funerale di Antonio Libertini il tabaccaio di Avezzano morto dopo aver scoperto il furto nella sua abitazione
AVEZZANO – “Dobbiamo fare in modo di prendere la rabbia che in questo momento abbiano nel cuore e donarla a Dio per far sì che consenta che lo Spirito Santo possa donare a questa famiglia un po’ di pace”.
Queste le parole, semplici e senza troppi inutili giri retorici, pronunciate da Don Franco Tallarico, parroco di San Giovanni di Avezzano, nell’omelia per il funerale di Antonio Libertini, il 63enne tabaccaio avezzanese morto tre notti or sono dopo la scoperta scioccante di aver subito un furto in casa.
Già prima dell’inizio della cerimonia, sul piazzale antistante la vecchia chiesa di Avezzano, tantissima gente ha atteso, nonostante il caldo, l’arrivo del feretro e l’inizio della cerimonia funebre. Folla che è aumentata, ovviamente, con l’inizio della celebrazione religiosa.
In centinaia, infatti, hanno dovuto seguire dall’esterno perché la Chiesa San Giovanni non ce l’ha fatta a contenere la folla intervenuta per onorare Antonio Libertini, persona che è stata descritta come ottimo padre e marito, imprenditore dedito al suo lavoro, con la passione per la musica e per il canto.
Tra le gente i sentimenti prevalenti sono stati quelli della grande commozione, della solidarietà piena verso i figli e la moglie dell’uomo e anche tata rabbia per quanto avvenuto.





E proprio questa rabbia, ha indicato Don Franco Tallarico, dovrà essere indirizzata al bene, alla preghiera al Signore per questa famiglia che, ora, si troverà ad affrontare momenti terribili e che avrà bisogno di tutta la fede e la pace che solo Dio può donare loro.
All’uscita del feretro, poi, è stata diffusa la canzone “I Giardini di Marzo” di Lucio Battisti, brano amato da Antonio Libertini, che ha diffuso ancora più struggevolezza al momento.
Ora la città vuole risposte, che significano una cosa sola: la cattura del quintetto che ha messo a segno il furto e un processo giusto, ma il più rapido possibile, con una sentenza che sia corredata possibilmente anche dalla certezza di scontare la pena.
