Comunicazione della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana circa lo svolgimento delle catechesi e della attività pastorali

CHIETI- I vescovi della Regione Ecclesiastica Abruzzo-Molise guidati da mons. Bruno Forte vescovo di Chieti-Vasto e presidente della CEAM, tenuto conto dell’aggravarsi della diffusione pandemica dovuta al Covid-19, per quanto riguarda le attività pastorali e lo svolgimento della catechesi nelle parrocchie della regione, ribadiscono quanto già detto dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Si consiglia “una consapevole prudenza” e si raccomanda l’applicazione dei protocolli indicati dalle autorità” con una “particolare attenzione a non disperdere la cura verso la persona e le relazioni, con il coinvolgimento delle famiglie, anche attraverso l’uso del digitale”. Questo vale soprattuto per le celebrazioni in presenza che continuano osservando tutte le disposizioni e precauzioni indicate e già messe in atto.

Per quanto concerne le catechesi si ritiene che, laddove ci sono le condizioni necessarie di spazi e di catechisti disponibili, osservando le misure precauzionali note e sanificando di volta in volta gli ambienti, le attività in presenza sono di certo più incisive, specie per i più piccoli. Qualora dovessero essere istituite zone rosse regionali o locali bisognerà “evitare momenti in presenza favorendo, con creatività, modalità d’incontro già sperimentate nei mesi precedenti e ponendo la dovuta attenzione alle varie fasce di età”.

Infine, i vescovi della Ceam esortano pastori e fedeli delle Chiese d’Abruzzo e Molise a ravvivare l’annuncio e la testimonianza del Vangelo, fonte di luce e di speranza in un tempo così difficile di prova, esercitando il più possibile la carità, volto bello e credibile del Signore nella Sua Chiesa. Raccomandano al Signore coloro che sono stati colpiti dal Covid-19, gli operatori sanitari e tutte le vittime della pandemia e si uniscono alla preghiera corale per il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale “S. Maria della Misericordia” di Perugia.