Con una lirica che evoca sensazioni ed emozioni vissute la scrittrice d’Abruzzo Maria Assunta Oddi dà il benvenuto al mese di dicembre
In questa lirica la scrittrice d’Abruzzo Maria Assunta Oddi narra, con versi dal lirismo struggente, l’ultimo mese dell’anno esprimendo un’accorata ricerca della luce.
In una natura serrata nel freddo invernale, simbolo del dolore del tempo presente, recuperare la gioia del Natale apre i cuori alla speranza.
Con stile ed eleganza scorrono le allegorie che, dal descrittivo al contemplativo, fanno del mese di Dicembre un magnifico acquerello ad evocare sensazioni ed emozioni vissute.
Del resto la poesia è messaggio, sentimento, armonia del proprio sé aperto all’universalità dell’umano sentire da sempre dibattuto tra il concreto e l’astratto, tra il finito e l’infinito.
Dicembre.
Un ponte di legno tra due rive
sul ruscello del bosco esala
sentore acre di terra bruciata.
Intorno tace la natura che quieta dorme
letargo dal quadrante del tempo.
Sul pruno del rovo e le spoglie piante
biancheggia l’aria vuota di voli.
Il vento ha l’odore amaro del silenzio
che monotono e solitario s’arrende
alle forze ignote opprimendo d’angoscia
ogni petto sradicato dagli affetti.
All’apparire di un raggio di sole
tutto è rapito nell’abbraccio del sogno
scavato nella notte più buia sul grembo
di fanciulla fiorito di carne per il suo Dio.
Allora la notte d’inverno che fu piena di gelo
si scalda al brulichio di stelle in cammino
verso altri cieli a cercare inediti orizzonti.
Soffiano gli angeli in festa
sull’oboe, al flauto e al corno
armonie dalle dolcissime note.
Nei fossi sulle morte foglie l’alba rinata
è diadema di rubini e sull’aureola splendente
candida ghirlanda di narcisi si fa luce.
Un bimbo divino che tra materne braccia
è prodigio di novella primavera
ammanta i prati di germogli a donare speranza.
Tanta è la pace che ogni cuore libero dalle pene
come soave leggerezza di brezza si fa amore
nell’amore infinito del Natale.



