Confindustria, preoccupazione per la crisi industriale in Valle Peligna. Rainaldi: “Si riassorbano i lavoratori in uscita”

SULMONA – “La crisi economica e industriale della Valle Peligna desta forte preoccupazione.

Si tratta di vertenze industriali complesse che richiedono una strategia comune affinché chi oggi ha le potenzialità per riassorbire i lavoratori in uscita, anche attraverso azioni incentivanti, sia parte attiva nel processo di ricollocamento occupazionale delle maestranze che, per età anagrafica, hanno minori possibilità di reinserimento lavorativo. Penso a realtà forti e radicate nella provincia dell’Aquila, operanti nei settori farmaceutico e aerospaziale”.

Lo dichiara Ezio Rainaldi, presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, in riferimento alla crisi industriale e occupazionale della Valle Peligna, con all’attivo le vertenze Marelli, Albasan, Sodecia, Coop, 3G e Cogesa. Per protestare e sensibilizzare su questa situazione, i sindacati hanno manifestato il 31 dicembre scorso nel centro di Sulmona, con il sostegno di lavoratori, rappresentanti istituzionali, associazioni e cittadini.

“Auspichiamo – prosegue Rainaldi – una sinergia istituzionale che si traduca in un’azione concreta per rilanciare il territorio, creare sviluppo e nuova occupazione. È fondamentale proseguire il confronto avviato nelle sedi istituzionali competenti ma, allo stesso tempo, rafforzare le condizioni strutturali che rendano possibile fare impresa in quest’area dell’Abruzzo: servizi adeguati, infrastrutture materiali e immateriali, tempi certi, politiche di sostegno e incentivi agli investimenti e all’innovazione”.

Per Confindustria L’Aquila, “il riconoscimento dell’area di crisi complessa può rappresentare un’opportunità concreta, se accompagnata da una visione chiara e da interventi coordinati tra istituzioni locali, parti sociali e sistema produttivo, per far ripartire il motore economico e lo sviluppo sociale.

Confindustria L’Aquila è pronta a fare la propria parte in un percorso condiviso basato su responsabilità, dialogo e visione futura”, conclude.