Consiglio regionale ad ostacoli. Alessandrini e Taglieri (M5S): “Legge elettorale e nuove poltrone: Marsilio resta solo in aula”
L’AQUILA – Proseguirà il prossio 26 maggio, subito dopo il turno di elezioni amministrative, la seduta del Consiglio regionale iniziata oggi e conclusa anticipatamente. Mancanza del numero legale, oltre ad un’assenza giustificata nelle file della maggioranza, hanno determinato la decisione in una seduta comunque non tranquilla.
A sottolienare il momento difficile del centrodestra che sorregge Marsilio, sono i regionali del Movimento Cinquestelle, Erika Alessandrini e Francesco Taglieri: “Due volte senza numero legale sul provvedimento simbolo di Marsilio, con la maggioranza incapace di tenere l’Aula durante la discussione sulla proroga della Commissione Statuto per la nuova legge elettorale e sull’aumento degli assessori regionali. Troppo per parlare di semplice incidente.
Noi del Movimento 5 Stelle lo diciamo da sempre – aggiungono i consiglieri regionali – modificare la legge elettorale e aumentare le poltrone in Giunta non serve agli abruzzesi, serve soltanto a Marsilio e alla sua maggioranza, ma oggi viene il dubbio che anche dentro il centrodestra qualcuno abbia finalmente compreso quanto questa operazione sia politicamente indifendibile davanti ai cittadini.

Forse è per questo che, nel momento decisivo, più di qualcuno ha preferito sfilarsi. Perché chi vive il territorio e dovrà presentarsi agli elettori sa bene che certe scelte rischiano di avere un costo molto alto. Diversamente da chi una poltrona sicura a Roma ce l’ha già.
Le assenze registrate oggi raccontano comunque una verità politica evidente: la maggioranza non appare più compatta neppure sui provvedimenti voluti soprattutto dal presidente Marsilio. E il rinvio della seduta deciso dal presidente Sospiri certifica un clima di tensione che ormai fatica a restare dietro le quinte.
Mentre l’Abruzzo affronta problemi enormi, dalla sanità ai trasporti, il centrodestra continua a consumarsi in un confronto interno sempre più confuso e opaco. E l’impressione è che qualcuno, nella stessa maggioranza, inizi a temere di pagare il conto politico di questi errori”, concludono Taglieri e Alessandrini.
