Da Pescara all’America senza mai prendere un aereo: continua l’incredibile viaggio intorno al mondo del regista abruzzese Davide Lupinetti

PESCARA – Un viaggio che sfida le distanze, i confini e il tempo. Un’avventura costruita passo dopo passo, nave dopo nave, con un’unica regola: non prendere mai un aereo.

Prosegue senza soste il giro del mondo di Davide Lupinetti, giovane regista abruzzese partito da Pescara nel marzo del 2025 con ritorno previsto per fine settembre 2026, con l’obiettivo di attraversare il pianeta esclusivamente via terra e via mare. Un progetto che sta diventando molto più di un semplice viaggio: è un racconto itinerante fatto di incontri, culture, cinema e testimonianze, destinato a trasformarsi in un’opera documentaristica di respiro internazionale.

Dopo aver raggiunto la Cina partendo dall’Italia senza utilizzare voli, Lupinetti ha trascorso circa tre mesi attraversando il Paese da nord a sud, vivendo una delle esperienze più significative dell’intero percorso. La sua storia ha suscitato l’interesse di una televisione cinese, che gli ha dedicato un reportage seguendolo anche nei luoghi legati al passaggio di Marco Polo, riconoscendo il valore culturale e simbolico di un viaggio che unisce popoli e tradizioni.

Dalla Cina il cammino è proseguito rigorosamente via mare: traghetto fino a Taiwan, ritorno in Cina e successivamente una piccola nave verso la Corea del Sud. Da qui un’altra traversata lo ha portato in Giappone, dove ha vissuto per circa tre mesi attraversando il Paese da sud a nord.

Ogni tappa è diventata occasione di approfondimento e confronto. A Taiwan, visitata in un momento storico segnato dalle tensioni con la Cina, ha potuto osservare da vicino una realtà sospesa tra identità nazionale e delicati equilibri geopolitici.

In Corea del Sud ha raggiunto il confine con la Corea del Nord, un luogo dove il peso della storia è ancora tangibile. Davanti alla barriera che separa i due Paesi ha percepito il segno ancora vivo di una guerra mai completamente superata e di una penisola divisa che continua a rappresentare una delle più profonde fratture del Novecento.

Il soggiorno in Giappone è stato ricchissimo di incontri e testimonianze. Lupinetti ha intervistato artisti, maestri della pittura, fumettisti e rifugiati, raccogliendo storie che entreranno a far parte del progetto cinematografico. Ma ha anche voluto portare un pezzo della sua terra dall’altra parte del mondo. In diverse occasioni ha suonato il ddubbotte (l’organetto a due bassi) preso in prestito da un ristorante abruzzese, per raccontare quanto accaduto a Silvi e sensibilizzare il pubblico, raccogliendo anche piccole offerte solidali. È stato inoltre ospite di un liceo giapponese, dove ha fatto conoscere agli studenti la musica popolare abruzzese. Un’esperienza che ha lasciato il segno, tanto che molti ragazzi hanno promesso di visitare in futuro l’Italia e l’Abruzzo.

Dal punto di vista artistico il viaggio si è trasformato anche in un’importante vetrina internazionale. L’ultimo cortometraggio realizzato prima della partenza, “Panda Verde”, è stato premiato in Pechino, Seoul e Tokyo, conquistando riconoscimenti come miglior cortometraggio, menzioni d’onore e numerosi premi tecnici. Un motivo di orgoglio per il regista, che ha potuto promuovere il territorio abruzzese anche attraverso il linguaggio universale del cinema.

La tappa più impegnativa è arrivata con l’attraversamento dell’Oceano Pacifico. Quattordici giorni di navigazione hanno collegato il Giappone all’Alaska, senza mai mettere piede su un aereo. Durante la traversata Davide Lupinetti ha vissuto un’esperienza unica: l’attraversamento della Linea Internazionale del Cambio di Data, passando da +12 a -12 ore e vivendo letteralmente lo stesso giorno due volte.

L’arrivo in Alaska ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’intero viaggio. Una terra dove convivono l’eredità russa, l’identità americana e soprattutto la storia millenaria delle popolazioni indigene, presenti molto prima della cessione del territorio agli Stati Uniti nel 1867. Comunità che oggi continuano a difendere lingue, tradizioni e cultura, spesso minacciate dalla modernità.

L’Alaska appare come un’America diversa: più selvaggia, isolata e dominata dalla natura. È il regno del salmone, degli orsi e di una fauna straordinaria, ma anche uno dei luoghi dove gli effetti del cambiamento climatico risultano sempre più evidenti, modificando gli equilibri dell’Artico e il comportamento di numerose specie animali.

L’ultima tappa raggiunta è il Canada, da dove il viaggio continuerà senza interrompere la promessa fatta alla partenza: completare il giro del mondo senza mai utilizzare un aereo.

Partito dall’Abruzzo con uno zaino e una macchina da presa, Davide Lupinetti sta costruendo un percorso che unisce esplorazione, ricerca culturale e racconto cinematografico. Un itinerario che attraversa continenti e civiltà, dove ogni frontiera superata diventa una storia da custodire e condividere. Perché questo non è soltanto un viaggio intorno al mondo: è un ponte tra popoli, un omaggio alla lentezza e alla scoperta, con l’Abruzzo sempre nel cuore e davanti all’obiettivo della sua telecamera.