Dalla Marsica a Pescara: Matteo Pendenza e Giovanna Zampagni inaugurano uno studio di architettura e galleria d’arte

Un ritorno che guarda lontano.

L’architetto avezzanese Matteo Pendenza e l’artista visiva Giovanna Zampagni inaugurano a Pescara un nuovo studio di architettura che nasce anche come galleria d’arte contemporanea, un progetto che unisce progettazione, ricerca visiva e formazione, creando un ponte concreto tra la Marsica e la costa abruzzese.

Matteo Pendenza si forma presso la Facoltà di Architettura di Pescara, arricchendo il proprio percorso con un periodo di studi alla prestigiosa La Cambre – Horta dell’Université libre de Bruxelles. Dopo esperienze tra Italia ed estero, sceglie di tornare in Abruzzo per investire sul territorio, portando una visione progettuale aperta al dialogo tra architettura, grafica digitale e nuove tecnologie.

Accanto a lui, Giovanna Zampagni si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bari, consegue la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma Tor Vergata e frequenta l’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles, maturando un percorso internazionale che la porta anche a lavorare a Londra in ambito museale. Oggi è docente presso il Liceo Artistico “V. Bellisario” di Avezzano, dove trasmette agli studenti una visione contemporanea dell’arte e delle sue possibilità professionali.

Il nuovo spazio pescarese non sarà soltanto uno studio tecnico, ma un luogo culturale aperto alla città: mostre, talk, performance e incontri metteranno in dialogo arte e architettura, offrendo una vetrina dedicata ai linguaggi contemporanei.

L’iniziativa assume un significato particolare per la Marsica. Per gli studenti e i giovani del territorio si apre infatti una nuova opportunità: partire dall’entroterra per affacciarsi alla costa, conoscere da vicino il funzionamento di una galleria, comprendere le dinamiche del mercato dell’arte e confrontarsi con esperienze professionali concrete.

Non solo un’inaugurazione, dunque, ma un segnale. La Marsica si conferma punto di partenza per nuove traiettorie culturali, dimostrando che il ritorno di competenze formate altrove può generare valore, visione e opportunità.

Un progetto che unisce radici e futuro, territorio e apertura internazionale.