Dallo scriptorium, “gioioso opificio di sapienza”, codici miniati in mostra a L’Aquila

Codici miniati dai frati francescani dei conventi d’Abruzzo che, come dice il titolo della mostra, erano preparati sia per essere inseriti nelle biblioteche sia per essere utilizzati dai cantori nei cori.

Con l’inaugurazione fissata per domani, 10 settembre alle ore 18, da sabato 11 settembre all’8 dicembre 2021 sarà possibile ammirare queste meravigliose opere d’arte, presso il Palazzo dell’Emiciclo di L’Aquila, nella mostra “Per la biblioteca e per il coro”.

L’esposizione, a cura di Andrea Improta e Cristiana Pasqualetti, è promossa dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila e può contare sul contributo dei fondi del Progetto di Eccellenza 2018/2021 e della Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Consiglio regionale Abruzzo e del Comune dell’Aquila ed è stata realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato dell’Aquila e le Biblioteche regionali “Salvatore Tommasi” dell’Aquila e “Melchiorre Delfico” di Teramo.

I codici miniati raccontano di un lavoro certosino e pregiato, realizzato da amanuensi e miniatori che, attraverso immagini e testi, hanno decorato e abbellito, impreziosendoli, codici giunti fino a noi grazie alla lungimiranza degli stessi decoratori, ma anche di lettori e bibliotecari che si sono incontrati fra le pagine di uno stesso libro.

La stampa non era ancora stata inventata e per avere più di una copia di un testo, ci si rivolgeva ai monaci amanuensi; erano loro che copiavano dall’originale i codici e ne abbellivano i titoli o le lettere iniziali dei capitoli.

Il lavoro di copiatura, che si svolgeva nello scriptorium, era lungo e per la precisione con la quale doveva esser svolto, snervante.

Spesso l’amanuense era anche miniatore cioè colui che usa il minio, particolare pigmento ricavato dall’ossido di piombo o di ferro, polvere pesante che presenta diverse gradazioni dall’arancio al di color rosso, per decorare e dipingere aggiungendo poi doratura e/o argentatura.

I codici che verranno esposti sono manoscritti della Provincia francescana abruzzese che, giunti a Napoli dal 1789 per iniziativa di Francesco Saverio Gualtieri, poi Vescovo dell’Aquila, e di altri funzionari della Real Biblioteca, vi sono poi rimasti preservati da sicura perdita e distruzione.

È una selezione di questi volumi che viene mostrata al pubblico nella rassegna, unitamente ad altri manoscritti che sono conservati nelle biblioteche e negli archivi della regione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.