Daniela D’Arielli omaggia Antonio De Nino al MuGA di Pescara. Visite guidate il 9 e il 16 ottobre

L’omaggio al demo antropologo Antonio de Nino che l’artista Daniela d’Arielli gli ha rivolto con la interessantissima mostra/allestimento “A CQUÀ, QUI, IN QUESTO LUOGO, DANIELA D’ARIELLI SUL FILO DI ANTONIO DE NINO” al Museo delle Genti d’Abruzzo già dal 7 di luglio, prosegue con un’altra iniziativa che rappresenta – nelle intenzioni – la possibilità di entrare nel progetto, percorrerne le fasi e comprenderne l’essenza.

Il pubblico, nei giorni di domenica  9 e domenica 16 ottobre con inizio alle ore 17,30, potrà visitare la mostra e muoversi lungo il percorso definito, guidati dalla stessa artista Daniela D’Arielli e potrà quindi ammirare la lunga tela che, disposta lungo le finestre dell’antico bagno borbonico,  sulla parete dell’antico cammino di ronda della caserma, è stata lavorata con disegni e testi tratti dall’opera “Usi e costumi abruzzesi” del celebre antropologo e storico Antonio De Nino;

lo spazio dove è stata collocata la tela è fortemente evocativo; passaggio tra l’interno e l’esterno, medium tra il presente e il fiume Pescara, entrambi in costante movimento,  hanno segnato e continuano a segnare la vita della città quella dov’era il nucleo primigenio e quella dove la vita si svolge e corre nell’odierno.

L’arte diventa così un anello di congiunzione, un filo di comunicazione per “tenere alto il vessillo del sempre uguale e sempre diverso”, e “dell’identità e del rinnovamento”.

La mostra è stata seguita nel corso dell’estate da un gran numero di visitatori e proprio per questo si è sentita, forte, la necessità di arricchirla con questi due appuntamenti, come precisa la direttrice della Fondazione Genti d’Abruzzo, Letizia Lizza che pone l’accento sull’alto valore artistico-antropologico del progetto.

“Esso, attraverso l’opera di una artista della contemporaneità, raccoglie ed esalta la memoria di un grande autore come Antonio De Nino” che, attraverso i suoi studi ha tramandato ai posteri con dovizia di particolari e rigore analitico, usi e costumi delle genti abruzzesi e che fu, non dimentichiamo, collaboratore di Gabriele D’Annunzio – per la conoscenza di luoghi e usanze – sia per la stesura dei testi di alcune tragedie sia per la loro ambientazione,