Decapitata la statua della Madonna di Coppito. Il caso dopo i fatti di Ischia e alla vigilia della Perdonanza. L’indignazione di Stefania Pezzopane

L’AQUILA – La ferragostana furia iconoclasta sprigionatasi nelle ultime ora ha toccato anche l’Abruzzo e L’Aquila in particolare, soprattutto alla vigilia della Perdonanza Celestiniana.

Nel corso della notte, infatti, mani ignote hanno “decapitato” la statua della Madonna di Coppito, suscitando la riprovazione e la condanna generale e, ora, la richiesta di tutta la comunità alle forze dell’ordine è quella di provare ad identificare gli autori del gesto affinché siano giustamente puniti.

Un gesto che ha destato la profonda indignazione di Stefania Pezzopane, consigliera capogruppo di opposizione in Consiglio a L’Aquila, nonché ex parlamentare del Partito Democratico: “Decapitare la statua della Madonna a Coppito non è solo una bravata.

Stefania Pezzopane

È un gesto vile, che racconta un male più profondo: quello che nasce quando si perde il rispetto per ciò che è semplice, appartiene a chi passa di lì, è per chiunque, è un bene di tutte e tutti.

Si può non credere. Si può non condividere una fede, un simbolo, una tradizione. Ma non si può non avere rispetto. Rispetto per una Madonna. Rispetto per una Madre. Rispetto per il volto di una donna.

Perché oltre il simbolo religioso c’è un’immagine universale: quella della madre, della cura, di una donna. E c’è qualcosa di particolarmente grave nel profanare un volto femminile: colpirlo, sfregiarlo, cancellarlo, negarne la dignità. Anche quando è scolpito nella pietra, quel volto rappresenta una persona, una storia, un’identità. E il gesto di distruggerlo richiama una forma di violenza che non possiamo normalizzare.

È soltanto distruzione. E quando distruggere diventa un gesto di cui vantarsi, il male non è più soltanto nel danno fatto a una statua: è nel piacere di ferire ciò che altri amano. Il rispetto per ciò che non è nostro, per una Madonna, per una Madre, per il volto di una donna, dovrebbe appartenere a tutte e tutti.

Ora c’è una cosa semplice da fare: ridare il volto alla Madonna di Coppito”.