Detenuto si suicida alla Casa Lavoro di Vasto. I sindacati: «Ennesimo episodio. Bisogna intervenire ed investire»

PESCARA – Ennesimo suicidio, quello registrato questa notte nella Casa Lavoro di Vasto, di un detenuto giovane.

Una scia di drammi e tragedie, quella nelle carceri abruzzesi, che pare proprio non voler terminare. Troppi, nelle ultime settimane, i casi di tentato suicido, suicidio e anche aggressioni al personale e fra detenuti, avvenuti in un ristretto arco temporale.

Da Avezzano a Pescara, da L’Aquila e Teramo, passando per Vasto e Sulmona, la situazione sembra fuori controllo e i sindacati di categoria continuano nella loro campagna di sensibilizzazione delle istituzioni preposte.

Troppe le “buone intenzioni”, delle quali come è noto è lastricato l‘inferno, e pochissimi i fatti, quelli che al contrario portano in… Paradiso.

«Siamo abbastanza preoccupati per questi eventi – commenta Nicola Di Felice Segretario Regionale OSAPP Abruzzo – che non sono nuovi nel carcere vastese. Quella dei suicidi è una fenomenologia in evoluzione sull’intero panorama nazionale e siamo convinti che bisogna investire sul disagio mentale nelle carceri, oltre a rinforzare gli organici di Polizia Penitenziaria che a Vasto appaiono sempre più ridotti».

«Non possiamo continuare ad accettare queste spiacevoli condizioni sociali che restano una sconfitta per lo Stato, pur non volendo entrare nel merito del caso di specie – chiosa Giuseppe Merola Coordinatore Regionale FP CGIL Abruzzo Molise – Funzioni Centrali (Ministeri).

Rafforzare l’esecuzione penale esterna con investimenti interessanti sui territori ed avviare serie riflessioni politiche che tendono a migliorare la qualità di vivibilità penitenziaria per lavoratori e detenuti, oltre a rafforzare la presenza di figure professionali trattamentali, sanitarie e sociologiche all’interno degli Istituti Penitenziari, arginando situazioni di sovraffollamento.

Come dicevano Voltaire e Dostoevskij: “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”, e quindi è il caso di preoccuparsi seriamente per le condizioni di civiltà globale e collettiva questo paese.

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