Di Pangrazio guarda avanti: città policentrica, eventi tutto l’anno e lo sviluppo dello Spazio Torlonia, un polmone verde dal cuore storico restituito a cittadini e turisti
AVEZZANO – Avezzano non si accontenta del successo di singoli eventi. Dopo il pienone registrato tra il 25 aprile, le feste patronali, il Premio di pittura nella rinnovata pinacoteca, l’apertura della Ciclovia delle Stelle, e il calendario di eventi culturali che hanno fatto segnare un deciso incremento di presenze nella scorsa estate, il sindaco Gianni Di Pangrazio rilancia la sfida: trasformare l’eccezione in sistema, puntando su una città policentrica, viva dodici mesi l’anno e capace di distribuire attrattività e flussi, ben oltre il centro.
Non solo le 15mila presenze della Fiera del 25 aprile. La fotografia di quei giorni racconta molto di più: famiglie al Dinopark, runner lungo il Salviano, sportivi nella pineta, piazza Torlonia gremita, centinaia di persone lungo la “Via delle Stelle”. Una città diffusa, dinamica, che ha già mostrato cosa può diventare, soprattutto quando salgono le temperature.
“Dobbiamo partire da qui – sottolinea il sindaco – Avezzano deve essere ciò che può essere. Non vogliamo vivere di eventi isolati, ma costruire una proposta continua, capace di valorizzare ogni quartiere, ogni spazio”.
Il disegno è chiaro: superare la concentrazione degli eventi nel solo centro e in periodi festivi limitati e costruire una rete di appuntamenti distribuiti, con una programmazione all’insegna dell’“attrattività 365”. Un cambio di paradigma che guarda alla destagionalizzazione e alla costruzione di un’identità urbana più ampia, inclusiva e sostenibile.
In questo scenario si inserisce uno dei progetti più ambiziosi dell’amministrazione: lo sviluppo dello “Spazio Torlonia”, destinato a diventare il cuore verde e culturale della città.
“Al di là degli interventi già conclusi nei giardini e nei granai e di quelli in corso nel Palazzo del Principe – spiega Di Pangrazio – stiamo lavorando a una visione più ampia. L’idea è rendere il parco più visibile, più accessibile, più integrato con il tessuto urbano. Uno spazio che non sia chiuso, ma che dialoghi con la città, con la piazza antistante, col Castello, con la zona inclusa nel progetto “Avezzano Vecchia” che arriva fino a Piazza San Bartolomeo”.
Dopo il passaggio dei giardini alla gestione comunale, il Parco Torlonia è destinato a diventare sempre più un polmone verde di valore storico e culturale. Resta sul tavolo anche l’auspicio – mai nascosto dal primo cittadino – di un ritorno del Palazzo del Principe alla piena disponibilità della città, per destinarlo a nuove funzioni strategiche.
Il nodo centrale, però, è rappresentato dal muro di cinta lungo via Roma. Tre le ipotesi allo studio, tutte da valutare con il coinvolgimento della Soprintendenza:
• Mantenimento del muro con una funzione identitaria, come segno della memoria storica della città, ipotesi rilanciata anche nel dibattito sul piano di marketing urbano in elaborazione con la supervisione del Professore universitario avezzanese Marcello Sansone;
• Aperture discontinue, vere e proprie “finestre” sul parco, per incuriosire, mostrare e invitare all’ingresso, creando un dialogo visivo tra interno ed esterno; una ipotesi già discussa tempo fa con l’ex soprintendente Cristina Collettini
• Superamento del muro, con la possibile sostituzione attraverso una soluzione più leggera e trasparente, come un’inferriata di pregio, già oggetto in passato di uno studio di fattibilità presentato agli uffici comunali dall’architetto Giancarlo Cardone
L’ipotesi che il sindaco, ad oggi, ritiene più percorribile è quella delle aperture discontinue ma, come sempre, vuole aprire ai tecnici, alla città, alla regione e alla Soprintendenza, per individuare insieme la migliore soluzione.
“L’obiettivo – prosegue il sindaco – è eliminare la barriera tra dentro e fuori. Far vedere cosa c’è all’interno, creare un collegamento naturale con gli ex Granai e con piazza Torlonia. Vogliamo uno spazio aperto, vivo, fruibile ogni giorno”.
Un progetto che si inserisce in una visione più ampia: un percorso culturale integrato, capace di unire verde, storia, arte e socialità. Un “salotto verde” per famiglie, sportivi e visitatori, destinato a diventare uno dei luoghi simbolo dell’Abruzzo.
“Una nuova perla – conclude Di Pangrazio – che si lega agli interventi su Avezzano Vecchia, al rilancio della Pinacoteca comunale, al restyling di piazza San Bartolomeo. È uno dei pilastri del nostro programma per aumentare ancora attrattività e qualità della vita”.
Dalla prova generale del 25 aprile alla costruzione di un modello stabile: Avezzano guarda avanti. E lo fa con un’idea precisa: non più eventi spot, ma una città che vive sempre.
Coalizione Di Pangrazio Sindaco 2026


