Diocesi dei Marsi. Incontro di riflessione interreligioso ad Avezzano

AVEZZANO- Domenica 31 gennaio alle ore 16 presso la Cattedrale di Avezzano, a conclusione del “Mese della Pace” mons. Pietro Santoro vescovo dei Marsi, presiederà l’incontro di riflessione interreligioso per la Pace. Parteciperanno alcuni rappresentanti delle religioni presenti nella Marsica: Greetje Van Der Veer in rappresentanza della Chiesa Metodista di Villa San Sebastiano e Mahmoud Hafiane presidente dell’Associazione Centro Islamico Alcarama e Imam della Moschea dei due viaggi di Avezzano. 

In foto: mons. Pietro Santoro vescovo dei Marsi

Gennaio è stato un mese denso di appuntamenti quotidiani di preghiera nelle diverse parrocchie e realtà della Marsica con la “Staffetta della Pace”. Anche tre “Webinar della pace”, momenti di riflessione, testimonianza e formazione online, sul canale youtube della diocesi, dedicati ai ragazzi, ai giovani e agli adulti. In campo anche un’iniziativa di solidarietà, che abbraccia sia la proposta nazionale di Azione Cattolica, sostenendo la rete di aiuto per l’emergenza sanitaria dell’associazione “Terre des Hommes”, sia l’iniziativa locale, che vede protagonisti la città e il territorio marsicano. Ogni parrocchia si è attivata per raccogliere fondi che saranno un segno concreto verso le realtà bisognose della comunità. Promotori dei diversi appuntamenti le realtà appartenenti alla Tavola diocesana della Pace: Agesci, Caritas, Migrantes, Pastorale Giovanile, Centro Missionario, Pastorale Sociale e del Lavoro, Associazione Rindertimi, Pastorale Familiare e Azione Cattolica. 

Ispiratore di questi importanti momenti è stato il Messaggio di Papa Francesco per la 54ª Giornata mondiale della pace che ha ispirato gli organizzatori nella promozione e nell’animazione dei diversi momenti sul tema: “La cultura della cura come percorso di pace”. La cultura della cura, come “impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti”, e “disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca”, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace, per “debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente”.

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