Diocesi di Sulmona. “Stanchi di attendere”: Mons. Michele Fusco interviene sulla ricostruzione post sisma

SULMONA- Mons. Michele Fusco vescovo di Sulmona-Valva, in una recente intervista ricorda lo stato della ricostruzione di alcuni edifici ecclesiastici lesionati a causa del terremoto dell’Aquila del 2009. Espressione24 vi riporterà l’intervista per intero:

Dal Sisma 2009, sono trascorsi circa 12 anni e tre anni dal suo ingresso nella Diocesi di Sulmona-Valva, la più grande-dopo Chieti- per estensione territoriale in tutta la Regione Abruzzo e la seconda-dopo L’Aquila-più martoriata dal predetto evento. A che punto siamo con la ricostruzione delle Chiese?

Perfettamente consapevole della mole di interventi ricadenti nel territorio diocesano e della complessità procedurale che la ciclopica macchina della ricostruzione porta in sé, pur manifestando  attiva disponibilità, confronto e paziente collaborazione con gli attori coinvolti nel recupero dei beni architettonici ecclesiastici, non posso più tacere alcune situazioni divenute inaccettabili per me e per la comunità diocesana, sorvolando momentaneamente  su molteplici casi che, seppur con fatica e solleciti, si evolvono.

Si riferisce a qualche situazione in particolare?

Cito solo due situazioni specifiche, ma l’elenco conta più di 50 chiese. Nello specifico l’Abbazia di San Benedetto in Perillis, beneficiaria di un finanziamento di 800.000,00 dal 2015. I progetti sia dell’Abbazia sia della Torre medievale annessa, giacciono sui tavoli della Soprintendenza teatina superando grandemente i termini previsti dalla legge al fine dell’ottenimento di un parere.

Ancora: Santa Maria del Soccorso a Corfinio. Oggetto di un intervento di somma urgenza del MiBACT superiore ai 200.000,00 euro, ha visto l’avvio dei lavori nel 2017 e la sospensione degli stessi, riducendo l’edifico ad un serbatoio di guano di piccione e sporcizia di ogni genere, nel totale oblio degli Enti ministeriali presenti sul territorio.

In che modo avete sostenuto i vari interventi?

Non poche volte la Curia ha sollecitato e si è resa disponibile a tavoli di confronto che aiutassero a superare problematiche di natura tecnica, giuridica, ma eventi di avvicendamento negli incarichi di responsabilità, scarsa presenza di personale negli uffici e ora il passaggio di competenze tra le due Soprintendenze abruzzesi in un periodo segnato dall’evento pandemico, stanno aggiungendo disagi ad una situazione di per sé già complessa.

Quali risposte avete ottenuto?

A tutto ciò si aggiunge, e mi duole dirlo, il mancato riscontro della Soprintendenza teatina alla mia richiesta per un incontro in data 17 Giugno del 2020 e l’inerzia di alcuni a cui è demandato il compito di gestire le singole pratiche che il Segretariato regionale, come stazione appaltante per i Beni culturali danneggiati dal Sisma del 2009, affida; inerzia che- dalle notizie-sembra condivisa anche “oltralpe”.

Quali prospettive possiamo intravedere?

Di fronte a tutto ciò non posso non esprimere la mia amarezza e indignazione. Poiché l’elevatissimo valore storico-artistico dell’Abbazia di S. Benedetto in Perillis (tra le più antiche di tutto l’Abruzzo) e il non meno importante valore affettivo e identitario che insieme alla chiesa della Madonna del Soccorso di Corfinio racchiudono, col passar del tempo sotto i nostri occhi possiamo constatare l’aggravamento della situazione.

Quali auspici?

Auspicando forte senso di responsabilità e capacità decisionale in merito alle situazioni esposte con l’invito ad una maggiore fermezza nel tutelare, valorizzare e conservare il nostro patrimonio religioso-artistico-culturale. Concludo con l’auspico che aprendo nuovi cantieri, in un tempo di crisi lavorativa per il nostro territorio, potremo dare impulso all’economia e alle famiglie del territorio.

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