Droni come “zanzare” sulle carceri? Nardella (Cnpp-Spp): “Implementare subito reti antintrusione e jammer prima che sia troppo tardi”
SULMONA – Il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella torna sul tema dei droni captati al carcere di Sulmona e sulla richiesta di implementare reti antintrusione per combattere il triste fenomeno della fraudolenta introduzione di telefoni e droga.
“Mi raccontano di droni il cui sorvolo sembra essere captabile dal suono inconfondibile che producono e che molto ricorda quello delle zanzare. Sarebbe questo l’elemento fisico che allo stato sta aiutando i bravissimi poliziotti penitenziari di stanza al carcere di via Lamaccio a intercettarli.
Tuttavia molto ancora andrà fatto se si vorrà una volta e per tutte debellarne l’uso. Intanto implementando reti antintrusione del tipo quelle in uso al padiglione appena inaugurato e che molto potrebbe fare nell’economia preventiva antintrusiva.

Non sarebbe male inoltre investire subito sui jammer molto cari non solo a chi scrive ma anche al Procuratore di Napoli Gratteri.
Prendere in seria considerazione le proposte fatte, che ci auguriamo vengano accolte, unendole a quelle riferite all’adeguamento dei due “vecchi” padiglioni ai voleri del regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario soprattutto per ciò che attiene la realizzazione di docce nelle camere di pernottamento e della conseguenziale e contestuale assicurazione di acqua calda potrebbe davvero mettere il personale in una posizione più tranquilla e quindi dedicarsi con più serenità alle restanti dinamiche detentive.
Se vogliamo carceri più sicure bisogna investire e molto sull’adeguamento strutturale e su un numero adeguato di personale. Altrimenti non se ne uscirà mai”, fa risaltare il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella-
