Due sindaci abruzzesi, quasi re, ma senza corona

AVEZZANO – Nell’ultimo summit UDC che c’è stato ad Avezzano l’altro giorno, il nazionale Lorenzo Cesa, l’intramontabile Carlo Giolitto, Enrico Di Giuseppantonio sindaco di Fossacesia, ma anche lui esimio dirigente regionale, hanno varato un summit con Gianni Di Pangrazio che non nega alcuni giri di valzer vecchi e nuovi con quel partito (circostanza che non contrasta affatto col suo ”civismo”).

Una sottolineatura in più occorre renderla a proposito delle due città amministrate da Di Giuseppantonio e da Di Pangrazio. Fossacesia è splendida e anche assolutamente fruibile e, insomma, non si può dire che Di Pangrazio non abbia portato avanti una serie di iniziative e opere interne.

Si tratta di questioni concrete, reali, (come direbbe Karl Marx) se si guardano le opere. Di Giuseppantonio ha concentrato tutto in centro e dunque Poste, Comune, scuole, negozi sono raggiungibili con una passeggiata a piedi e insomma anche Di Pangrazio ha creato una sua repubblica (nuovo comune, città antica, Basilica di san Bartolomeo).

Ma i due primi cittadini costituiscono una repubblica a sé (attenzione è un’opinione, è lecito non essere d’accordo). E quando si esce? A chi fanno riferimento i due sindaci oltre le mura amiche? Chi li sente? Quel che dovrebbero rendere alle due città le autorità provinciali, regionali e nazionali non appare evidente.

Tanto per stare ai trasporti balza agli occhi che il ponte sull’Adriatica in località La Foce che congiunge Fossacesia a Rocca San Giovanni è stato restaurato in quasi cinque anni (con un semaforo che è durato un’eternità) e la galleria del Salviano bloccherà (per manutenzione) la Rieti Terni Cassino e cioè la dorsale Appenninica per quasi un anno.

I due sindaci vivono a ridosso di due parchi dove la viabilità insomma è quello che è, se si esce dalla due città. Anzi, giacché ci siamo è bene ricordare che la Via Verde, che ha sostituito la ferrovia adriatica e viene così pomposamente osannata, semplicemente non è completata.

Ma sugli scippi compiuti o in atto a danno delle due città ci sarebbe da discutere. Chissà se in campagna elettorale alcuni silenzi in tal senso saranno finalmente bypassati.

(Questa nota inviata è un’opinione, non remunerata e non soggetta al vincolo dell’esclusiva. Non è una produzione riservata anzi è auspicabile che venga ripresa)