Elezioni comunali Avezzano. Iniziato il “redde rationem” a destra e a sinistra. Ma è un voto senza entusiasmo

AVEZZANO – Elezioni comunali di Avezzano, tanto per restare in tema pandemico, pare proprio che servirà un… respiratore per animare questa campagna elettorale.

La sensazione che si percepisce molto chiara dall’esterno, è quella di una totale mancanza di passione e di interesse, elementi fondanti dell’impegno politico, anche a livello civico. Si coglie chiaramente, in buona sostanza, che al di là delle intenzioni pubbliche, non sarebbe dispiaciuto a nessuno se si fosse arrivati a primavera 2021 col Commissario Passerotti. Ma non sarà così.

Gli schieramenti non sono ancora tali visto e considerato che, tanto nel centrodestra che nel centrosinistra, le idee non sono chiare. In campo del centrodestra, mentre il candidato di Lega e Fratelli d’Italia, Tiziano Genovesi, ha aperto la sede elettorale e iniziato i primi passi della sua avventura elettorale, a L’Aquila, ieri sera, si è tenuta una riunione della regionale della coalizione di centrodestra. L’atteso accordo su Avezzano non è arrivato e la riunione è stata aggiornata a mercoledì sera, sempre a L’Aquila. Forza Italia, con Giffi, De Angelis e Pagano, non molla sulla proposta e sulla candidatura di Anna Maria Taccone e non è escluso che, in caso di mancato accordo, il partito del sindaco uscente di Avezzano, non possa decidere di provare l’impresa solitaria, magari sperando nel ballottaggio.

Nell’altro campo, quello del centrosinistra, la situazione non è migliore. Anche qui c’è un candidato già dichiarato, Roberto Verdecchia, annunciato dal Pd con tanto di vertici regionali al completo e con il senatore D’Alfonso. Ma è una candidatura che, stando almeno a questi primi giorni, non pare essere andata avanti più di tanto. Rumors di area Pd e dintorni, parlano addirittura di un cambio totale e di una spaccatura con l’ipotesi Verdecchia a tramontare entro domani sera, sabato 11 luglio, e mezzo Pd che potrebbe accordarsi con Babbo e le sue liste civiche, e un altro pezzo che potrebbe andare, a questo punto per vendetta, con il DiPangrazioSindaco, tornato in campo ufficialmente solo qualche giorno fa per ripartire da dove si era lasciato nel 2017 quando fu sconfitto a ballottaggio da Gabriele De Angelis. Esattamente come quest’ultimo ha chiesto, con la candidata Taccone, per riprendere il cammino interrotto con la caduta della sua Amministrazione un anno fa, col mancato voto al Bilancio Consuntivo.

Ancora mistero sui Cinquestelle. Unica certezza è che Francesco Eligi, ex candidato sindaco nel 2017 e consigliere di opposizione nella passata amministrazione, non sarà il candidato sindaco del 2020. Ma i pentastellati ancora non trovano la quadra sul nome da proporre, in cerca, a quanto pare, di novità. Pronti per il via, come scritto in altro servizio, i ragazzi di Avezzano Bene Comune, che il 15 luglio presenteranno il loro candidato sindaco e tirano dritti per la loro strada. Babbo ed i suoi civici, intanto, sono passati alle pratiche per le liste, avendo in sostanza definito candidature e punti cardine del programma.Ma non sarà solo Babbo a portare la bandiera dei civici. Veri, finti o sedicenti, di civici ce ne saranno a iosa in tutti gli schieramenti. Un fenomeno, quello delle liste civiche, visto con favore, da alcuni, e come fattore destabilizzante e di confusione, e quindi di cattiva amministrazione, da altri.

Sta di fatto che, a differenza di quanto questo lavorio potrebbe far intendere, la fase preelettorale, normalmente caratterizzata da polemiche, attacchi, parate e risposte con velenosi contrattacchi, sta procedendo stancamente, quasi per forza. Un appuntamento che si dove onorare, ma fortemente controvoglia, quasi come quando si guarda il calendario e si legge che il giorno dopo si deve andare dal… dentista. Un distacco e un disinteresse che non fanno certo prevedere tempi esaltanti, nel breve e medio periodo, per questa città già pesantemente provata da amministrazioni a dir poco incerte, due anni di rapporti al limite della rissa fra l’ultima maggioranza, la minoranza e buona parte dei cittadini, un anno di commissariamento e, per finire, gli effetti della pandemia e della crisi economica. Il rischio è che questa svogliatezza possa essere recepita, in un qualche modo, dagli avezzanesi, che sono sicuramente i più provati di tutti, e trasformarsi in totale distacco dal voto, al punto che potrebbe essere semplicissimo per presidenti di seggio , scrutatori e forze dell’ordine, far rispettare le regole di prevenzione e distanziamento sociale anti-Covid19.

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