“Estetica del Trauma”, dal primo maggio mostra collettiva di fotografia al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila cura di Monica Biancardi

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Un titolo intrigante per una mostra collettiva di fotografia che mette insieme giovani studenti dell’Accademia di L’Aquila, di Napoli e di Sassari, ESTETICA DEL TRAUMA la cui curatrice, Monica Biancardi, dal 1998 si occupa, a diverso titolo ma sempre con alto livello di competenza, di fotografia e che per l’iniziativa ha avuto il sostegno del Comune di L’Aquila; dell’Accademia di Belle Arti L’Aquila; della Shazar Gallery, Napoli; del CNA Abruzzo; della Camera Oscura; della bottiglieria Lo Zio; di Foto Pettine e di Le Roi Cafè, Capistrello (Aq).

L’inaugurazione è per mercoledì 1 maggio alle ore 12, nei sotterranei del Palazzetto dei Nobili dove le opere dei giovani artisti abruzzesi, campani e anche sardi mostreranno ai visitatori, fino al 16 maggio, lo sguardo creativo e personale verso eventi dannosi che procurano a diversa intensità un trauma a chi li vive; in questa collettiva è il tema del trauma che viene declinato in vari modi.

L’indagine fotografica a tema è stata affidata da Monica Biancardi a Federico Luciano, Beatrice De Meis, Federico De Sanctis, Giovanna Capone, Andrea Marinucci, Maria Sara Crisponi, Marcus Usai & Carlo Schoeneberger, Chiara Podda, Ilena Ragosta, Giulia Romolo, Lorenzo Scimia, Francecsa Rinella, Francesca Chiola, Ferdinando Mazzitelli che nelle loro opere propongono una profonda riflessione  sul senso di “scrivere con la luce” in modi e con mezzi diversi.

La ricerca va verso quei danni dai quali non si esce illesi sia che si parli di terremoto sia che si si riferisca alla pandemia;

come spiega la curatrice: “Il terremoto che devastò la città de L’Aquila, oramai più di quindici anni fa, è tutt’oggi  presente nel territorio, i cui abitanti vivono in  una realtà fatta di crepe, a cui è stato sottratto un tessuto sociale che stenta a ricucirsi” ma no è da meno “la desolazione della pandemia ha avuto seguito in un ennesimo conflitto che ha aggiunto ulteriori disturbi sia fisici che psichici” o “il cambiamento climatico che non da tregua, provocando irreparabili disastri ambientali” o “L’alimentazione irrispettosa nei confronti della natura e degli animali mette al centro la riflessione sul tema della sostenibilità”.

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Traumi ripetuti e vicini tra loro, tutti diversi nelle manifestazioni ma tutti uguali per la sofferenza che provocano, agiscono come piccole cariche di dinamite che minano persone e società che vengono frantumati “in mille pezzi che, a loro volta, riflettono echi di luce e di suoni che si propagano nello spazio…”.

La mostra collettiva ESTETICA DEL TRAUMA sarà visitabile fino al 16 maggio dal lunedì al venerdì h 14.30 – 19.30; sabato e domenica h 10-13 e 16.30 – 20.